La lavorazione del rame affonda le sue radici nella preistoria : il più antico oggetto a noi noto è un piccolo pendaglio ottenuto col minerale non lavorato, scoperto nella grotta di Shanidar 10.000 anni fa risalgono i primi utensili prodotti col rame lavorato: dei punteruoli scoperti in Anatolia e Mesopotamia .
In Italia abbiamo le prime tracce del suo utilizzo solo alcuni millenni più tardi, a partire da 6.000 anni fa.
In quanto reperibile allo stato nativo il rame , dopo l'oro, fu il primo metallo conosciuto e usato dall'uomo (età del rame), con lavorazioni a freddo per martellamento, verso la fine dell'età della pietra. Alcuni degli oggetti di rame antichi ritrovati sono dei gioielli provenienti dall'Egitto, che risalgono al 4500 a.C. Nel 3500 a.C. si incominciò a fondere questo metallo ottenendolo per riduzione dal minerale: perciò il rame è il primo metallo che l'uomo ha estratto dai suoi minerali.
Intorno al 300 a.C. il rame viene legato allo stagno per ottenere il bronzo : è la cosiddetta età del bronzo, che precede quindi quella del ferro.
Presso i Greci e i Romani il rame veniva usato per fabbricare armi, utensili, ornamenti ed anche nell'edilizia. Grandi quantità di rame venivano estratte dall 'isola di Cipro , in latino Cyprum: dal cui nome derivò aes cuprum, da cui il simbolo Cu e il nome stesso del metallo.
La diffusione del rame era anche dovuta alla sua reperibilità allo stato grezzo e a alla sua relativamente bassa temperatura di fusione.
Il primitivo processo di produzione prevedeva una prima "cottura" per l'eliminazione delle tracce di zolfo, poi una fusione che faceva salire in superficie eventuali scorie e quindi una colata in stampi ricavati nel terreno, ottenendo forma simili a dischi, poi lavorati tramite martellatura.
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