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Introduzione molto ben fatta allo studio della materia, utile per sostenere l'esame all'università (56 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da giovy090887

  1. ALLE ORIGINI DEL DIRITTO DEL LAVORO
Il diritto del lavoro nasce con la civiltà industriale. La bottega artigiana costituiva l'epicentro del sistema economico pre-industriale. L'artigiano-ritenuto depositario per ragioni naturali dei segreti dell'arte-era circondato da una serie di collaboratori (laborantes) che prestavano la loro opera non in funzione di un corrispettivo, ma con lo scopo di apprendere il mestiere. Nell'ambito di tale sistema economico il risultato produttivo non era destinato al mercato, così come lo intendiamo noi oggi, ma a soddisfare le esigenze (limitate) dell'economia cittadina o della corte (economia curtense): in sostanza non si aveva una produzione di massa dei beni, dal momento che l'artigiano produceva su commissione (normalmente della classe mobiliare).

Sul piano giuridico tale direttiva era codificata negli statuti delle corporazioni artigiane, che-allo scopo di limitare la concorrenza- stabilivano dei massimali alla produzione da parte delle singole botteghe. Un salto di qualità x la modificazione degli equilibri socio-economici si produce con il fenomeno dell'accumulazione (primitiva) dei capitali che si realizza, alle origini, con l'avvento delle banche (i grandi banchieri senesi e fiorentini del rinascimento). È in questa fase- nella quale progressivamente il ceto artigiano va verso l'impoverimento-che, secondo alcuni autorevoli studiosi di storia del capitalismo, nasce l'archetipo del contratto di lavoro subordinato alla confluenza fra il rapporto di servitù ed il rapporto di Vergal.

Quest' ultimo è uno schema contrattuale --- con cui l'artigiano ottiene un mutuo da un mercante, impegnandosi a restituire il capitale tramite cessione di una partecipazione agli utili della bottega. Il ruolo del mercante è in questa fase limitato alla sola acquisizione ed allo smercio del manufatto realizzato dall'artigiano. Successivamente il processo di concentrazione del capitale fa sì che taluni mercanti affidino a più imprese artigianali la realizzazione delle diverse fasi di produzioni di un determinato prodotto, ponendo in essere così una sorta di organizzazione produttiva frazionata sul territorio (decentramento produttivo). Non sempre la realizzazione della singola fase produttiva, poi, viene affidata a vere e proprie botteghe artigiane, laddove talora viene commessa a singoli lavoranti a domicilio (magari ex artigiani, privi di mezzi) che la eseguono con l'ausilio dei propri familiari.

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