LA FRAMMENTAZIONE DELL'IMPRESA
4. Premesse: tra patologia e fisiologia.
L'impresa non costituisce una realtà statica e spesso nemmeno unitaria. È una realtà che può essere soggetta a trasformazioni; essa infatti stabilisce alleanze o intrattiene rapporti negoziali con altre imprese, modifica la propria strutturazione giuridica, evolve variamente, attraverso fenomeni di successione, incorporazione, fusione, etc. Il contratto di lavoro — con il supporto della legge e spesso della contrattazione collettiva — è attrezzato per tener dietro a tali trasformazioni riducendo i
rischi che si traducano in limitazioni e/o elusioni dei diritti dei lavoratori.
Un primo ordine di problematiche consegue alla circostanza che il datore di lavoro si organizzi in modo da realizzare il prodotto finale completando con i propri mezzi ed al proprio interno l'intero ciclo produttivo ovvero decentri all'esterno una parte di esso. In quest'ultima situazione il datore di lavoro stipulerà dei contratti di appalto (di opera o di servizi) o di sub-committenza con altre imprese più o meno grandi, con piccoli imprenditori, magari artigiani, con collaboratori autonomi o, ancora, potrà ricorrere alla tradizionale tecnica produttiva che va sotto il nome di lavoro a domicilio.
Intorno alle grandi fabbriche ruota il c.d. « indotto » che è costituito dalle piccole e medie imprese che operano su committenza (spesso unica) della grande impresa. Il decentramento (o comunque l'articolazione del ciclo) assolve quindi alla funzione fisiologica di consentire un più razionale
impiego delle risorse ed altresì il ricorso ad operatori specializzati per la realizzazione di determinati prodotti (o semilavorati). Decentrare la produzione all'esterno può peraltro essere un modo per meglio sfuggire ai controlli ed ottenere una illecita forma di flessibilità con il ricorso al lavoro nero.
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