È ormai accettato comunemente il concetto che l’innovazione tecnologica abbia cambiato molto nel settore economico. Non tener presente la nuova realtà può essere un grave errore, ma è altrettanto necessario valutare la portata di questo cambiamento nel medio lungo termine con un’ottica più strategica, nel breve termine con un’ottica di gestione corrente, senza dimenticare le esperienze del recente passato che possono costituire comunque un punto di partenza per la valutazione di uno scenario in evoluzione. L’avvento del virtuale ha portato notevoli cambiamenti che hanno incrinato alcuni capisaldi dell’economia. Nell’economia industriale classica il valore delle cose è determinato dalla loro scarsità. Nell’era Internet, invece, accade il contrario: è l’abbondanza, non la scarsità, che determina il valore delle cose e il fatto che possano essere collegate in rete. L’uomo come produttore, come distributore e come consumatore si trova qui e altrove grazie alle scienze della comunicazione e della telepresenza; nel settore bancario, la produzione, distribuzione e fruizione dei prodotti e servizi finanziari viene svincolata dalla localizzazione geografica, attraverso la disintermediazione e virtualizzazione della catena del valore, che si decompone in molteplici fasi di focalizzazione e specializzazione: dalla produzione alla ricerca e sviluppo, dalla consulenza alla vendita, dalla distribuzione al servizio post- sale, alla gestione delle infrastrutture al back-office. Continua »