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Kant-Critica ragion pura (7 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastellastellastella Appunto inviato da spartaxcsa

Dopo le critiche di Hume al sapere umano, ovvero alle umane possibilità di conoscenza, sembravano minati i fondamenti di essa. A Kant sembra necessario intraprendere un’analisi dei processi conoscitivi, in modo da dimostrare ciò che appariva ormai ovvio a molti, cioè la fondatezza della scienza moderna, quale si era sviluppata dopo Galilei; inoltre, la sua indagine vuole stabilire una volta per tutte se anche l’altro grande ramo del sapere, cioè la metafisica, possa considerarsi una scienza, oppure debba essere definitivamente accantonata, in quanto non scientifica, cioè incapace di produrre certezze. La scienza, infatti, per l’illuminista Kant, ha valore assoluto e universale, cioè trova “verità” che valgono per tutti gli uomini.
Bisogna dunque indagare i fondamenti del sapere umano e vedere se sia possibile, e in quali ambiti, un sapere scientifico.
 
I giudizi sintetici a priori
Kant è convinto che la conoscenza umana in generale, e quindi anche la scienza, poggi su principi a priori universali e necessari. Essi sono innati, cioè strutturalmente presenti nella nostra mente. La loro presenza rende possibile la conoscenza scientifica, cioè il raggiungimento di affermazioni (proposizioni, giudizi) universali e necessari, vale a dire validi per tutti (=universali) e che non possono essere diversi da come sono (=necessari), quindi immutabili. Nella nostra mente, a suo avviso, si rinvengono siffattiprincipi a priori, ad esempio: “Tutto ciò che accade ha una causa”; “Tutti i fenomeni in generale… cadono nel tempo e stanno necessariamente fra di loro in rapporti di tempo”, ecc.  Kant chiama tali principi giudizi sintetici a priori.

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