Untitled A_ INTRODUZIONE CRITICA ALL'AUTORE E AL TESTO MARIE JEAN ANTOINE NICOLAS DE CARITAT, marchese di Condorcet, era un filosofo, matematico e uomo politico francese (1743-1794). I suoi lavori scientifici gli meritarono l'accesso all'Accademia delle scienze nel 1769, di cui divenne in seguito il segretario perpetuo nel 1773, dopo aver scritto gli Elogi degli accademici morti tra il 1666 e il 1699. Collaborò all' Enciclopedia e pubblicò scritti di economia politica. Amico dei girondini fu messo in stato d'accusa nel luglio 1793 e arrestato a Clamart, si avvelenò nella prigione di Bourg-l'Egalité (Bourg-la-Reine). Durante la reclusione forzata scrisse il suo Schizzo di un quadro storico dei progressi dello spirito umano, in cui sostituì al sentimento religioso l'idea di un perfezionamento all'infinito dell'umanità. Si preoccupò inoltre del modo in cui la Terra avrebbe potuto nutrire gli uomini e preconizzò la limitazione delle nascite. La sua attività si colloca nell'ambito della cultura illuminista e del suo atteggiamento problematico verso tutti gli avvenimenti, usi, costumi, tradizioni che non erano mai stati messi in discussione prima d'allora e subiscono da quel momento un rigoroso esame della ragione umana. La tratta dei negri, ritenuta fino ad allora una pratica normale, affronta il dibattito pubblico e la condanna di Montesquieu, di Voltaire e di tutti quei pensatori convinti di “una sostanziale unità del genere umano”. La posizione di Condorcet prosegue su questa via aggiungendo qualcosa di diverso. Non si limita ad una denuncia in nome dell'universalismo dei diritti, ma propone misure pratiche da attuare in tempi ragionevoli. La sua formazione scientifica lo induce ad applicare il calcolo matematico alla politica e, soprattutto, ad utilizzare un metodo gradualista. La novità del pensiero di Condorcet è proprio nella convinzione che le innovazioni, per quanto basate su principi irrinunciabili, debbano essere introdotte progressivamente, tenendo conto del clima politico e dei conflitti sociali ed economici che possono generare. Una connotazione fortemente laica rispetto alle concezioni teologiche e tradizionaliste, basata sulla fiducia nel progresso umano e sul rispetto dei diritti individuali. Questi caratteri dell'atteggiamento mentale del filosofo rimasero costanti durante tutta la sua attività politica e riguardarono i diversi temi che egli affrontò: la riforma della giustizia e la soppressione della tortura, l'uguaglianza per i protestanti francesi, i diritti politici per le donne. Egli cominciò ad interessarsi alla schiavitù tra il 1773 e il 1774 e continuò ad occuparsene stabilmente, approfondendo il tema ed articolandolo, fino a svilupparlo pienamente nel testo pubblicato nel 1781 che bolla la pratica come un' assurdità irragionevole, un male da estirpare, argomenta le possibili obiezioni e abbozza una soluzione fattibile e graduale. Nel pensiero di Condorcet vi è una sorta di dualismo che si muove tra universalismo Continua »