Sappiamo che la luce è una sensazione del nostro cervello che viene stimolata da una reazione fotochimica nella retina dell’ occhio, che attiva la sensazione cerebrale la quale può ricomparire anche durante la notte al buio durante il sogno, attivata in tal caso da processi mnemonici. I nostri occhi percepiscono i cambiamenti di frequenza delle radiazioni ed attivano la percezione cerebrale sotto forma di cambiamenti di colore. La luce è composta da onde elettromagnetiche e al variare della lunghezza d'onda varia il colore percepito. Le onde visibili sono quelle comprese tra i 380 e i 780 nanometri, cioè tra il violetto e il rosso, passando per azzurro, verde, gialloverde (intorno ai 550 nanometri, dove la sensibilità dell'occhio umano è massima), giallo e arancio. Al di sotto dei 380 nm si ha la luce ultravioletta e al di sopra dei 780 nm quella infrarossa. Si ha una luce monocromatica quando la sua composizione è data esclusivamente da onde elettromagnetiche di uguale lunghezza d'onda. Normalmente, invece, la luce che percepiamo comprende varie lunghezze d'onda e, in particolare, quella del sole comprende tutta la gamma di lunghezze d'onda visibili. Un oggetto, che non emette luce propria, appare di un certo colore perché riflette quelle determinate radiazioni luminose. Nel valutare l'emissione di sorgenti luminose viene presa in considerazione anche la temperatura di colore, misurata in gradi Kelvin (K). Bassi valori della temperatura di colore corrispondono a tonalità calde e viceversa alti valori corrispondono a tonalità fredde. La luce dunque non è colorata (e nemmeno gli oggetti sono colorati), ma è in grado di generare la percezione del colore quando stimola l'occhio e il sistema nervoso. In natura, senza l'occhio dell'osservatore, non esiste il colore, c'è solo la luce. Continua »