CORRENTI INDOTTE
L'unico tipo di corrente, che è intervenuta nei vari fenomeni sin qui esaminati, è stato quello scaturito dal noto principio della trasformazione dell'energia chimica in elettrica riscontrato nelle pile e negli accumulatori, i quali si sono rivelati generatori di modestissima portata.
Sarebbe perciò tanto utile indagare sulle possibilità di produzione di un altro tipo di corrente più efficiente più redditizia.
A tale scopo consideriamo un solenoide collegato con un comune galvanometro G ed una calamita rettilinea NS.
Accostando repentinamente la calamita al solenoide, in modo da introdurla in esso, l'indice del galvanometro si sposta dalla graduazione zero; da ciò deduciamo che una certa corrente attraversa il solenoide.
Non appena però tale movimento si arresta, l'indice ritorna nella sua posizione iniziale di equilibrio.
Viceversa, allontanando sempre repentinamente dall'interno del solenoide la calamita, nuovamente l'indice del galvanometro si sposta questa volta in senso opposto; ciò significa che dell'altra corrente, diverso contrario a quello precedente, circola nel solenoide sino a quando cessa l'azione meccanica del movimento oppure man mano che la distanza tra la calamita ed il solenoide, diventa notevole.
La spiegazione di quanto avvenuto nelle due fasi dell'esperienza descritta è la seguente.
Quando la calamita, denominata induttore o primario, è avvicinata e poi introdotta nel solenoide, denominato indotto o secondario, il numero delle linee di forza concatenate ad esso cioè il flusso di induzione varia, originando nel solenoide una forza elettromotrice detta indotta che permane sino a quando sussiste la variazione di flusso.
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