Alcmane, poeta lirico greco, incerta è la sua origine ma si pensa sia nato a Sardi, nella seconda metà del VII secolo a.C., altri invece ritengono sia d’origine Spartana. La sua massima attività si sviluppò attorno al 670 o 610 a.C. circa, ma dati gli elementi cronologici interni ai testi è più attendibile la datazione recente. Qualunque fosse la sua origine, sta di fatto che la maggior produzione si sviluppò nell’ambiente di Sparta, infatti, fu eretto un monumento in suo onore presso il campo in cui si allenavano i giovani guerrieri. Le sue più celebri composizioni erano i parteni, in altre parole carmi per cori di fanciulle, e sembra sia stato il primo a scrivere odi, cioè composizioni liriche corali in forma strofica. Della sua opera non restano che frammenti. La sua poesia appare dominata da una forte tensione verso l'immaginario: le occasioni e i riferimenti sono concreti, ma vengono trasfigurati in una dimensione fantastica, grazie anche alla straordinaria musicalità del suo linguaggio, con cui Alcmane inaugurò una tendenza che sarebbe culminata in Pindaro e da qui si sarebbe trasmessa a tutta la letteratura europea. La sua poesia si dedica alla vita mondana delle feste, la musica e tutte le attività pacifiche della mitica Sparta, rappresentata da Tirteo solo nella sua veste più guerrigliera. Tali frammenti ci sono giunti grazie ad un papiro trovato a Saqara, in Egitto, nel 1855. Si tratta della più antica composizione lirico-corale e documenta l’alto livello artistico oltre la discontinuità tematica, la compresenza di mito, attualità e sentenza e una tecnica compositiva talvolta ermetica e sussultoria. Dopo una parte frammentaria dedicata ad un mito locale spartano, dove vengono nominati Cesare e Polluce, la parte conservata inizia con una massima sapienziale che funge da ponte-collegamento tra mito e attualità: “esiste una punizione divina”. Segue poi un motivo tipico della morale che riguarda la poesia arcaica e consiste nella lode di chi guidato dalla saggezza, vive la sua esistenza senza piacere. Descrive poi una festa di fanciulle, dominate dalla luminosa Continua »