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Parafrasi: Odissea di Omero: parafrasi sull'Odissea e l'isola di Calipso (2 pagine formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da gianlupo87

Parafrasi: Odissea di Omero - Il proemio e l'isola di Calipso Narrami, canta mia musa dell'eroe dalle mille risorse,che viaggiò molto, dopo aver distrutto la sacra Troia: scoprì i pensieri e le città di molti uomini, il suo animo soffrì parecchio sul mare, per guadagnarsi la vita e il ritorno dai suoi compagni. Non riuscì a salvare neanche i suoi compagni pur desiderandolo: e il loro sacrilegio li rovinò, ignoranti, che mangiarono i buoi di Helios Iperone, ed egli gli tolse la possibilità di tornare in patria. Musa, racconta anche a noi questa vicenda, iniziando da dove desideri, o dea figlia di Zeus.

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Tutti gli altri che sfuggirono alla morte erano a casa, scampati alla guerra ed al mare: lui solo che desiderava tornare e rivedere la sposa, era trattenuto dalla linfa Calipso, splendida fra le dee, nelle grotte profonde, che desiderava averlo come sposo. Subito legò ai piedi i divini e bei sandali, immortali, d'oro, che lo facevano volare, sul mare, sulla terra infinita, con la forza del vento.

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Prese il bastone: che incanta gli occhi degli uomini che vuole, e altri che dormono , invece li sveglia. Con il bastone in mano, il forte Ermes volò. Disceso sulla montagna vicino all'olimpo: poi si lanciò in mare come un uccello, come un gabbiano che scende fino a bagnare le forti ali nell'incurvatura delle onde spaventose del mare, che per contrasto con la terraferma viene definito sterile, bagna d'acqua salata le forti ali in caccia di pesci: simile al gabbiano, Ermete si inoltrò su molte onde.

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Ma quando raggiunse Ogigia, che era lontana, lasciò il mare viola e di diresse verso la terra, finché arrivò alla grande caverna naturale, nella quale abitava Calipso dai riccioli belli: la trovò che era in casa. Sul focolare ardeva un gran fuoco, si sentiva lontano per l'isola l'odore di legni aromatici e resinosi, che bruciavano: lei dentro, con la sua bella voce cantava movendosi davanti al telaio, tesseva con il dorato strumento per tessere.

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Un bosco florido cresceva intorno alla grotta: l'ontano, il pioppo e il cipresso che profumavano. Uccelli con grosse ali avevano il nido in quei luoghi: gufi, sparvieri e corvi di mare che non smettevano mai di ripetere il proprio verso, che amano cacciare in mare. Attorno alla grotta profonda, si innalzava vigorosa una vite, ed era ricoperta di grappoli. Quattro fonti sgorgavano in fila con l'acqua trasparente, attaccate tra loro, ma rivolte in parti differenti. Intorno c'erano morbidi prati pieni di viole e di sedano. Arrivato in quel luogo, anche un dio avrebbe guardato stupito, e gioioso nell'animo suo. Si fermò per ammirare il messaggero Ermes. E, dopo aver completamente visionato, subito entrò nella grande grotta naturale: di fronte, osservandolo, non ebbe dubbi Calipso, chiara fra le dee, perché il dio può nascondesi all'uomo ma non ai suoi simili, neanche se abitano in luoghi lontani tra loro.

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