DATI
BIBLIOGRAFICI:
W.
SZPILMAN, Il
pianista
(The Pianist, trad. L. Lax), San Paolo, Cles 2009
Romanzo
storico - Autobiografia
TRAMA
Nel
1939 Władisław Szpilman, famoso pianista ebreo, sta eseguendo in
diretta dalla radio di Varsavia il Notturno di Chopin.
Contemporaneamente ha inizio l'invasione della Polonia da parte dei
nazisti. Il concerto è interrotto e le vicende storiche travolgono
la vita di Szpilman, della sua famiglia di origine, cui è molto
affezionato, e di tutti gli ebrei di Varsavia. Rinchiusi all'interno
del ghetto, separato dal resto della città da alte mura, conducono
una vita disumana: soffrono la fame, sono decimati dalle malattie, le
abitazioni sono sovraffollate e i decreti tedeschi li opprimono
sempre più. È obbligatorio portare la fascia intorno al braccio,
non si devono possedere più di 2000 złoti, è proibito uscire di
casa oltre l'orario del coprifuoco, la libertà di spostamento è
limitata e si corrono moltissimi rischi in ogni momento.
Gli ebrei,
tra cui molti amici di Szpilman sono umiliati, derisi, picchiati e a
volte uccisi dalle SS. Lui e la sua famiglia sono costretti a
spostarsi da una casa all'altra e ridotti in povertà devono
vendere il pianoforte di famiglia, il loro bene più prezioso. Il 16
agosto 1942 gli ebrei del ghetto, compresi Szpilman e i suoi
famigliari vengono catturati e portati nella Umschlagplatz "La
Umschlagplatz si trovava ai limiti del ghetto. Era un centro di
raccolta vicino ai binari della ferrovia, circondato da un reticolato
di strade, di vicoli di cunicoli sudici" (pag.
133)
e fatti salire sul treno diretto al campo di Treblinka , condotti
verso la morte "Indicandogli
il treno fermo nella Umschlagplatz disse il tedesco con familiarità,
in tono sarcastico -Eccoli diretti in fonderia!-" (pag.
145).
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