Poesia "se Questo Un Uomo" - Altro di Italiano gratis Studenti.it

poesia "se questo un uomo": Poesia pi commento di "se questo un uomo" di Primo Levi (2 pagine formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da andreaarneri123

COMMENTO E PARAFRASI DELLA POESIA DI PRIMO LEVI:”SE QUESTO UN UOMO” Italiano: Se questo un uomo Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e i visi amici: considerate se questo un uomo, che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che muore per un s o per un no. Considerate se questa una donna senza capelli e senza nome, senza pi forza di ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo come una rana d'inverno. Meditate che questo stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore, stando in casa andando per via, coricandovi alzandovi; ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca i vostri nati torcano il viso da voi. Primo Levi nato a Torino nel 1919 e dopo essersi laureato stato catturato dai nazisti nel 1944 e successivamente stato deportato nel campo di concentramento di Auschwitz. Dopo un lungo viaggio arriva in campo, viene spogliato di tutti i suoi averi, i suoi capelli vengono rasati e per essere riconosciuto i nazisti gli viene tatuano sul suo braccio il numero 174 517. Da quel momento il poeta ha perso ogni suo diritto e viene costretto a lavorare come se fosse uno schiavo, o un animale. Esprime il suo odio e il suo disprezzo nei confronti di questo fenomeno con una poesia:”Se questo un uomo”( o anche shem che significa “ascolta”.) La sua poesia si pu dividere in tre parti. Nella prima comincia nominando le persone a cui sono dirette le sue parole e cio a noi che siamo sicuri nelle nostre case tiepide e che una volta tornati a casa troviamo il cibo caldo in tavola e le persone amiche o i familiari. Ci invita poi a riflettere chiedendo se si pu considerare un uomo una persona che lavora nel fango, che non conosce un attimo di tregua, che lotta ogni giorno per un pezzo di pane e la cui vita sospesa tra un semplice s o di un semplice No. Lo stesso paragone lo fa poi per una donna; chiede se cos si pu considerare una persona senza capelli, senza nome, senza pi neanche la forza di ricordare, con gli occhi vuoti, senza espressione e che non pi procreare, sia per le condizioni fisiche che per la poca voglia e paragona questa donna ad una rana d'inverno. Chiede poi di pensare a quello che accaduto e comanda di imprimere queste parole nel cuore e di ripeterle in ogni momento ai figli. A questo punto, vi la parte pi cruda, in cui Primo Levi lancia una “maledizione”: scrive che se queste parole non fossero state tramandate ai figli, sarebbe crollata la casa, sarebbe arrivata la malattia, e i figli avrebbero storto il viso ogni volta che ci guarderanno. Non sono molto d'accordo con questa affermazione perch viene lanciata solo per rabbia e fa capire che, a differenza di altri ebrei ancora molto scosso per quello che successo e che non ha perdonato quello che i nazisti hanno fatto, ma si abbassa al loro livello. Capisco sia giusto provare ancora dol Continua »

PERSONE: primo levi
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