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Saggio breve sui giovani e la crisi: Saggio breve in ambito socio-economico sui giovani e la crisi (2 pagine formato doc)

VOTO: 6 Appunto inviato da dontknow95

Saggio breve sui giovani e la crisi economica - “La crisi dell’economia ha lasciato per strada, negli ultimi tre anni, più di un milione di giovani lavoratori di età compresa tra i 15 ed i 34 anni”¹: tale è l’affermazione di Mario Sensini riportata dal giornale “Corriere della Sera”, con la quale si vuole evidenziare il problema attuale della disoccupazione giovanile. Infatti, come ricavato dal 45° RAPPORTO CENSIS, “Nel 2010, su 100 licenziamenti che hanno determinato una condizione di inoccupazione, 38 hanno riguardato giovani con meno di 35 anni e 30 soggetti con 35-44 anni”² e questi numeri , poi, sarebbero in continua crescita. Per comprendere meglio la situazione sarebbe naturale chiedersi le motivazioni che hanno portato a ciò: queste vanno ricercate nel rapporto che intercorre fra i giovani e la crisi.


La gioventù denota sicuramente una demotivazione collettiva nei confronti del lavoro: difatti è stato calcolato che “In Italia l’11,2% dei giovani di 15-24 anni, e addirittura il 16,7% di quelli tra 25 e 29 anni, non è interessato né a lavorare né a studiare”³. Ma tale disinteresse nasce, a sua volta, dal nuovo contesto di crisi e il progressivo ampliamento della riforma incentrata sulla pensione, la quale, prolungando l’età lavorativa delle persone che avessero già una certa posizione nel mondo del lavoro, ha limitato l’occupazione fornita ai giovani, costretti a rimanere disoccupati. Altra conseguenza della crisi è l’impossibilità, per la maggior parte di questi, di provare a perseguire i propri scopi altrove: “solo il 23,4% dei giovani risulta disponibile a trasferirsi in altre regioni o all’estero per trovare lavoro”⁴. Questi fattori, dunque, portano ad un grande stato di confusione, che degenera, infine, in una demotivazione da parte del giovane, ormai sicuramente trovatosi in difficoltà. Si pone, di conseguenza, un nuovo problema: le ripercussioni degli effetti della crisi sul giovane.


Tali effetti non saranno certamente positivi, non è un caso, infatti, che ultimamente ci sia un certo disinteresse verso lo studio e il lavoro. Si verifica, quindi, che l’adolescente non sia più motivato a perseguire il proprio obiettivo e l’impegno, o più precisamente “l’amore”, che egli dimostrerà sarà minore. Ciò accade perché sussiste un problema etico alla base: la mente dei giovani viene plasmata dal nuovo contesto di crisi e rimane chiusa in sé stessa, imprigionata nel mondo della disoccupazione.



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