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Impianto di riscaldamento di una abitazione civile (9 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da pacci2

Untitled ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE STATALE “ALESSANDRO ROSSI” Via Legione Gallieno, 52 - 36100 Vicenza REPARTO: LABORATORIO di MECCANICA OGGETTO: IMPIANTO DI RISCALDAMENTO DI UN' ABITAZIONE CIVILE ANNO SCOLASTICO: 2005/2006 CLASSE: 4ACM ALUNNI: Pacciana Luca Bruttomesso Riccardo INSEGNANTE: TOMMASINI LORENZO GRUBISA FEDERICO GIUDIZIO: ____________________ INDICE pag 3: Scopo della prova - Trattazione teorica dell'argomento; pag 5: Condotta della prova; pag 6: Elaborazione Dati; pag 9: Conclusioni ed Osservazioni; pag 10: Schemi, Disegni e Tabelle; SCOPO DELLA PROVA Lo scopo di questa esperienza è la determinazione dell'impianto di riscaldamento da installare all'interno di una abitazione civile in funzione della dispersione di calore nei suoi locali, tenedo presente e rispettando la normativa UNI 7357 - 74. TRATTAZIONE TEORICA Il calore puo' essere definito come una forma di energia legata al movimento disordinato degli atomi o delle molecole costituenti un solido, un liquido o un gas. A proposito del principio zero della termodinamica si e' detto che due corpi a differente temperatura, posti a contatto tra loro, dopo un certo periodo di tempo raggiungono la temperatura di equilibrio intermedia tra le temperature iniziali dei due corpi; si ha, dunque, una diminuzione della temperatura del corpo piu' caldo, e un aumento di quello piu' freddo. Da cio' si deduce che tra i due corpi e' stata scambiata una Quantità di Calore ovvero il corpo piu' caldo ha ceduto calore a quello piu' freddo. Il calore si manifesta (ed e' quindi misurabile), solo quando passa da un corpo all'altro fino a stabilire una condizione di equilibrio termico. Il calore, essendo una forma di energia, puo' essere misurato con unita' come il joule, l'erg, etc. Prima che il calore fosse riconosciuto come una forma di energia, esso era valutato in relazione alla variazione di temperatura che era in grado di provocare in una certa quantita' di una sostanza, per esempio l'acqua. Si assunse, come unita' di misura del calore, la Caloria (cal) ovvero la quantita' di calore che si deve fornire alla massa di un grammo di acqua per elevare la sua temperatura da 14.5°C a 15.5°C. E' tuttora usata come unita' di misura anche la Chilocaloria indicata con Cal o kcal, pari a 1000 cal. Joule introdusse l'uguaglianza 1cal = 4.18J Le osservazioni sperimentali sugli scambi termici portano alle seguenti considerazioni: la quantita' di calore ceduta da un corpo aumenta all'aumentare della sua temperatura; due corpi della stessa sostanza, mantenuti alla stessa temperatura, cedono due diverse quantita' di calore se hanno massa diversa: in particolare ne cede di piu' quello di massa maggiore; a parita' di condizioni, la quantita' di calore ceduta da un corpo dipende dalla natura del corpo. Tutto cio' puo' tradursi nella legge: Dove Q e' la quantita' di calore ceduta dal corpo di massa m quando la temperatura diminuisce di ?t gradi e c e' una costante caratteristica della sostanza considerat Continua »

PERSONE: alessandro rossi
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