Distribuzione del reddito e benessere sociale.

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Riassunto dal libro "Politica economica" di Roberto Cellini, McGraw-Hill. (4 pagine formato doc)

Distribuzione del reddito e benessere sociale (cap Distribuzione del reddito e benessere sociale (cap. XII°) Esistono diverse prospettive sotto le quali valutare la distribuzione del reddito: Distribuzione personale del reddito, ossia il modo in cui il reddito si distribuisce fra i soggetti che compongono la comunità; Distribuzione funzionale del reddito, che si concentra su come il reddito si distribuisce fra i fattori produttivi che hanno concorso a produrlo, in particolare: il capitale ed il lavoro; Distribuzione sociale del reddito, si concentra sul modo nel quale il reddito si ripartisce fra le classi sociali (ad esempio: fra capitalisti e lavoratori); Distribuzione spaziale del reddito, che si concentra sul modo nel quale il reddito si ripartisce fra le aree geografiche che costituiscono un'economia; Distribuzione settoriale del reddito, ossia da come il reddito si ripartisce fra i settori che compongono un'economia. In questo capitolo ci concentreremo sulla distribuzione personale del reddito e faremo cenno alla distribuzione sociale/funzionale del reddito (cap.14 ? distribuzione settoriale, cap.15 ? distribuzione geografica del reddito). La distribuzione personale del reddito: misure della equità distributiva. Il primo problema da affrontare riguarda: -“quale variabile” considerare (noi utilizzeremo il reddito); -“quale unità” considerare (noi utilizzeremo la famiglia, ma nel calcolo e nella comparazione dei redditi familiari va adottata una correzione per rendere confrontabili situazioni di famiglie con struttura diversa. A questo fine si utilizzano “scale di equivalenza”). Il reddito è un carattere misurabile che si ripartisce in modo non uniforme tra i componenti di un gruppo. Le scienze statistiche hanno elaborato numerosi indicatori allo scopo di valutare la variabilità e la concentrazione nella distribuzione di caratteri. Gli indicatori utilizzati sono: Gli indicatori di dispersione, o variazione, che esprimono quanto una distribuzione sia dispersa intorno alla sua media. Vengono utilizzati: la varianza [?(yi-y)2/N], lo scarto quadratico medio (radice quadrata della varianza), lo scostamento medio assoluto dalla media (?|yi-y|/N) ed il “rapporto percentilico” (bisogna ordinare i soggetti in modo crescente rispetto al reddito posseduto, si divide il gruppo ordinato in dieci sottogruppi. Il rapporto fra il reddito medio del 10° decile ed il reddito medio del 1° decile fornisce un'indicazione della diseguaglianza distributiva); Gli indicatori di concentrazione, che forniscono una misura di quanta parte di un carattere misurabile sia posseduta da una data frazione della popolazione. Vengono utilizzati: la curva di Lorenz (si considera il gruppo di soggetti da esaminare, ordinati in modo crescente rispetto al reddito personale, calcolare le distribuzioni cumulate del reddito ottenendo così una curva che, in caso di distribuzione egualitaria, coincide con la bisettrice che taglia in due par