I fondamenti dell’economia del benessere.

Appunto inviato da whiskies Voto 3

Riassunto dal libro "Politica economica" di Roberto Cellini, McGraw-Hill. (3 pagine formato doc)

I fondamenti dell'economia del benessere (cap I fondamenti dell'economia del benessere (cap. III°) L'economia del benessere è la branca della scienza economica che si occupa di fornire criteri per valutare socialmente allocazioni alternative. Inoltre l'economia del benessere studia anche quali giudizi di valore ideologici siano impliciti in ciascun ordinamento sociale di allocazioni diverse. In poche parole è necessario capire che la configurazione finale a cui l'interazione degli agenti da luogo, non dipende solo dalle preferenze dei singoli ma anche dalle risorse iniziali, dalle decisioni prese dagli enti collettivi e dalle regole a cui si uniforma il comportamento dei soggetti. L'economia del benessere segue diverse linee di pensiero: La “vecchia economia del benessere” partendo dalle utilità degli individui che compongono la società, tenta di creare funzioni di benessere sociale; La “nuova economia del benessere” cerca di individuare una serie di criteri di minima da richiedere alla funzione di benessere sociale per poi studiare il modo di giungere a tali requisiti. In questo ambito è nato il teorema dell'impossibilità che mette in evidenza l'impossibilità di creare funzioni di benessere sociale che godano contemporaneamente di tutte le caratteristiche auspicabili; “teoria delle votazioni”, la scelta sociale deve dipendere dall'esito delle votazioni. “public choices”, secondo la quale i rappresentanti degli enti collettivi perseguono i propri fini, trascurando gli obiettivi individuali. In questo capitolo parleremo del pensiero della vecchia economia del benessere. Secondo il criterio individualista (criterio di valutazione proposto da Pigou), l'indicatore del benessere sociale, cioè il valore di una funzione di utilità collettiva, dipende dall'utilità dei componenti della collettività: SW=f(U1, U2, … Un). Già l'economista Bentham aveva ipotizzato che il benessere di una collettività fosse la somma del benessere dei singoli individui. Quindi la funzione di benessere sociale di Bentham è: SW=?ni=1Ui= U1+U2+…Un. Nel caso di una società formata da due soli individui, la funzione di benessere sociale può essere facilmente rappresentata in forma grafica: SW= U1+U2, U1=SW-U2 (retta). Si può infatti disegnare una mappa di curve, in cui ogni singola curva è associata ad un livello di benessere sociale; queste linee vengono chiamate curve di isobenessere. In questo tipo di grafico la curva di isobenessere è la curva che contiene tutte le combinazioni di utilità dei due individui a cui è associato il medesimo benessere sociale. Quindi un programma che modifica le allocazioni tra gli individui è da considerare positivo per la collettività se genera un incremento della somma dell'utilità individuale. Può anche capitare che gli individui non abbiano lo stesso peso nella costruzione dell'indice di benessere sociale. Questa situazione comporta la necessità di inserire coefficienti di ponderazion