Per Hobbes, le persone sarebbero inclini all’aggressività verso i propri simili, quindi necessitano di istituzioni sociali in grado di reprimere le tendenze antisociali in funzione delle esigenze della convivenza civile. Al contrario, Rousseau sostiene la concezione di una natura fondamentalmente buona, corrotta proprio dalle esigenze della civiltà. Secondo Freud, invece, l’aggressività umana è inevitabile e frutto della tensione fra due istinti primari, quello di autoconservazione (Eros) e quello di autodistruzione (Thanatos), che emana un’energia distruttiva che dev’essere indirizzata verso l’esterno, ad esempio attraverso il comportamento aggressivo. L’approccio etologico condivide con quello freudiano l’idea della naturalità dell’aggressività umana, in quanto funzionale alla conservazione della specie. Perciò dovrebbe essere la società ad indirizzare le energie negative dei singoli verso forme di scaricamento socialmente accettabili (come le competizioni sportive) anche se non sempre dare la possibilità di manifestare comportamenti aggressivi diminuisce la carica di aggressività. E anzi, essere esposti a comportamenti violenti aumenta la probabilità di una risposta di tipo aggressivo da parte dell’individuo. Continua »