Esistono delle specificità nel comportamento intergruppi di un attore sociale, cioè delle particolari caratteristiche che distinguono il comportamento che un individuo assume in quanto entità unica e originale in un contesto di relazioni interpersonali dal comportamento assunto dallo stesso individuo (in circostanze diverse) in quanto membro di un gruppo. Infatti, i due tipi di comportamento possono essere posti su un continuum teorico: ad un estremo ci sarebbe il comportamento genuinamente interpersonale (incontro diretto tra due o più persone) e all’altro estremo il comportamento genuinamente intergruppi (tra due o più persone in cui ogni interazione reciproca è determinata dalla loro appartenenza a diversi gruppi o categorie sociali). Tutte le situazioni sociali si pongono ad un qualche punto tra i due estremi di questo continuum che sono però solo teorici in quanto è impossibile che in un incontro fra due (o più) persone non entrino in gioco anche fattori sociali di appartenenza: sono però possibili incontri che si avvicinano all’estremo interpersonale (tra innamorati o fra amici del cuore). Una prima differenza sta nel fatto che chi è in posizione dominante agisce in termini di contrapposizione di gruppo, mentre chi è vittima tenta di stabilire, in genere invano, un contatto da persona a persona. Come si distingue un incontro intergruppi da un incontro interpersonale: la condizione essenziale per la comparsa di forme estreme di comportamento intergruppi è la credenza secondo cui i confini tra i due gruppi sono definiti in modo rigido e immutabile, percui non è possibile passare da un gruppo all’altro. Per contro, la condizione essenziale per la comparsa di un comportamento interpersonale tra individui che si considerano membri di gruppi diversi è la credenza secondo cui non ci sono ostacoli tanto forti da impedire l’eventuale passaggio di un individuo da un gruppo all’altro. Gli atteggiamenti verso un outgroup possono essere positivi, neutri o negativi, ma per spiegare perché i membri di un gruppo tendono a svalutare i membri di altri gruppi (outgroups), Sumner introduce il termine etnocentrismo. Inoltre, è sorprendentemente facile creare le condizioni perché si generi ostilità fra i gruppi: basta un po’ di competizione e si ottiene un rapido e grave deterioramento delle relazioni intergruppi, con la conseguente formazione di stereotipi negativi, e fino ad atti aperti di ostilità. Continua »