IL MONDO CHE CAMBIA IL MONDO CHE CAMBIA. COME LA GLOBALIZZAZIONE RIDISEGNA LA NOSTRA VITA di Giddens GLOBALIZZAZIONE. Il problema è che viviamo in un mondo in trasformazione, che condiziona qualunque cosa noi facciamo. Nel bene e nel male, siamo catapultati in un ordine globale che nessuno comprende del tutto, ma che sta estendendo i suoi effetti su tutti noi. La globalizzazione può prospettare un mondo non particolarmente attraente o raffinato, ma nessuno che voglia comprendere in che direzione si muova il nuovo secolo può ignorarla. La globalizzazione è ovunque un oggetto di intenso dibattito. Nessun discorso politico può dirsi anzi completo se non vi si richiama. Eppure, ancora all'inizio degli anni 80 non era pressoché usato, nella letteratura accademica come nel linguaggio comune: si potrebbe dire che è venuto dal nulla per diffondersi dappertutto. Data la sua improvvisa popolarità, non c'è da stupirsi che il significato del concetto non sempre sia chiaro, né che abbia provocato una reazione intellettuale. Globalizzazione ha qualcosa a che fare con la tesi secondo cui noi tutti viviamo in un mondo unico: ma in che modo esattamente?? L'idea è davvero valida?? Si stanno assumendo posizioni molto diverse fra loro: alcuni, che chiamerei "scettici", mettono in discussione l'idea nel suo insieme: secondo loro, tutto il discorso sulla globalizzazione si riduce a chiacchiere, poiché, quali siano i suoi benefici, le sue vicissitudini e difficoltà, l'economia globale non è di specie diversa da quelle di altri periodi. Il mondo, insomma, secondo loro, va avanti come fa da tanto tempo altri, li potremmo chiamare "radicali" perché sostengono non solo che la globalizzazione è qualcosa di molto concreto, ma che i suoi effetti sono ormai tangibili ovunque Il mercato globale è molto più sviluppato che negli anni 60 o 70 ed è indifferente ai confini delle nazioni, le quali hanno perso gran parte della sovranità che avevano un tempo, così come i politici hanno perso la loro capacità di influire sugli eventi: non c'è dunque da stupirsi che ormai nessuno rispetti più i leader politici, né abbia interesse a quanto essi dicono. L'epoca dello stato-nazione è finita. Gli scettici tendono a schierarsi a sinistra: secondo loro, insomma, poiché la globalizzazione è essenzialmente un mito, i governi potranno continuare a controllare la vita economica e il welfare state rimarrà intatto; tale concetto, secondo gli scettici, non sarebbe che un trucco ideato dai sostenitori del libero mercato per smantellare il welfare e tagliare alla radice le spese dello stato. Chi ha ragione?? Personalmente propendo per i radicali. Il livello dello scambio mondiale infatti è molto più alto oggi che in qualsiasi altra epoca e comprende un sempre maggior numero di beni e servizi, ma la differenza vera sta nel livello dei flussi finanziari e di capitale. Legata come è al denaro elettronico (denaro che esiste solo sotto forma di dato nel computer) l'attuale economia mondiale non ha equivale Continua »