Grazie ai buoni uffici del cardinal Del Monte, nel 1599 Caravaggio viene incaricato di portare a termine la decorazione della cappella Contarelli nella chiesa di San Luigi dei Francesi, la sua prima, importante commissione pubblica.
Al pittore vengono commissionate due tele con episodi della vita di San Matteo da collocare sulle pareti laterali della cappella, acquistata oltre trent'anni prima dal cardinale Matteo Contarelli. Questi, morto nel 1585, aveva lasciato precise disposizioni riguardo il programma iconografico da seguire nella decorazione, disposizioni rispettate quasi alla lettera da Caravaggio.
Gli esami radiografici hanno mostrato che l'artista non ha dipinto di getto le scene sulla tela, anzi. Nel caso di quest'opera infatti Caravaggio ha proceduto per tentativi successivi che testimoniano la tormentata vicenda creativa del suo primo capolavoro riconosciuto. In un primo tempo la scena era stata ambientata tra architetture all'antica, con la poderosa figura di un soldato visto di spalle posto al centro della composizione, fulcro e cerniera dell'azione come l'angelo nel Riposo nella fuga in Egitto. Evidentemente insoddisfatto del risultato, Michelangelo deve esser passato alla Vocazione di San Matteo,per poi tornare a riprendere la scena del martirio modificandola totalmente.
Il santo è raffigurato al centro della composizione, ai piedi di un altare, gettato a terra dalla furia del suo carnefice, abbigliato all'antica.
Il soldato mandato dal re etiope Hirtacus, indispettito per il rifiuto dell'apostolo di obbedire all'ordine di cessare la sua opera di conversione. Attorno ai due si è già fatto il vuoto, un chierichetto fugge atterrito urlando, mentre gli altri osservano sorpresi o contemplano malinconicamente il sacrificio che si sta per compiere.
Qui l'artista dimostra la sua grande attenzione per la tradizione: il groviglio di corpi rimanda a composizioni manieristiche, mentre il nudo statuario del carnefice è di chiara derivazione michelangiolesca.
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Caravaggio
Caravaggio, Vocazione di San Matteo