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i colori, kandinkji e l'espressionismo: brevi ma significativi appunti su Kandinskji, i colori e l'impressionismo (2 pagine formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da fabychulo

I colori puri sono definiti saturi, e capita molto raramente di poterli vedere al di fuori dei laboratori dove vengono prodott I colori puri sono definiti saturi, e capita molto raramente di poterli vedere al di fuori dei laboratori dove vengono prodotti artificialmente. Un'eccezione è la luce delle lampade ai vapori di sodio usate talvolta nella illuminazione stradale, che di fatto è giallo saturo. La gran varietà di colori che vengono percepiti ogni giorno, nella vita comune, sono colori meno saturi, ovvero sono un miscuglio di radiazioni luminose visibili con diverse lunghezze d'onda. Il tono di colore e la saturazione sono le due differenze qualitative tra colori reali; la differenza quantitativa è la brillanza, o intensità della luce. kandinskij Udire i colori, vedere i suoni. Non è un paradosso. È stato dimostrato che è possibile. Già nel 1911 la studiosa russa Sacharjin-Unkowskij ha elaborato un metodo speciale per "trascrivere la musica dei colori della natura" e per "vedere cromaticamente i suoni e udire musicalmente i colori". Questo metodo è stato riconosciuto valido dal Conservatorio di San Pietroburgo, come riferisce il pittore Vasilij Kandinskij (1866-1944) nel suo libro Lo Spirituale nell'Arte. Kandinskij stesso ha ricercato il "suono interiore" dei colori, delle forme. Ne ha fatto addirittura un cardine della propria indagine pittorica. Il giallo, il blu, il rosso, tutti i colori, hanno "un profumo spirituale" e una "qualità musicale" che ne esprime l'essenza. Il blu ha "la vocazione alla profondità", richiama l'infinito, "suscita la nostalgia della purezza e del soprannaturale"; nella sua dimensione più scura "ha il suono profondo di un organo". Il giallo è gioioso, pieno di energia, ma "incapace di profondità"; quando la sua tonalità è intensa, è come "il suono acuto di una tromba". Il verde, che invece ricorda i toni ampi e pacati del violino, esprime una quiete appagata, serena, totalmente agli antipodi del rosso, colore irrequieto, vitalissimo, che però "è poco incline alla profondità". Le sue vibrazioni fanno pensare ai "toni appassionati e gravi del violoncello". Il marrone, dal canto suo, è poco dinamico, ma cela "una grande bellezza interiore: il comportamento vigile, premuroso". Il viola invece "ha in sé qualcosa di malato, di spento". Assomiglia al "suono del corno inglese". Immobile senza aspettative si presenta il grigio: solo quando ha una tonalità molto chiara, "è percorso da una trasparenza, una segreta speranza". Il nero "è come un nulla senza possibilità, come un eterno silenzio senza futuro". Dal punto di vista musicale si può paragonare a "una pausa finale". Il bianco, infine, comunica un silenzio immenso, ricco di potenzialità: "È la giovinezza del nulla, o meglio un nulla prima dell'origine". Il colore dunque vibra: nella sua essenza è melodia. Come tutto, del resto, montagne, alberi, mondi. Goethe diceva che la materia, in ogni suo aspetto, è "musica congelata". Gli antichi vedevano materia e luce come "asp Continua »

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