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Sintesi del libro edito da Giappichelli. L'economia del XV secolo, i presupposti dell'espansione dell'Europa - L'espansione europea nel XVI secolo - L'espansione europea nel XVII secolo - Tra espansione e sviluppo economico nell'Europa del XVIII secolo - Lo sviluppo economico nell'Europa del XIX secolo - Il XX secolo tra rottura e prosperità (24 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da jessicascorpioncina

1) Un sistema economico integrato: l'Europa del XV secolo (1400)

Il territorio.

L'Europa (vecchio continente) ha influenzato le scelte di vita e ha spinto alla ricerca di nuove terre da colonizzare. Nel 1400 l'Europa è da considerare come una comunità di soggetti legati da interessi simili. Fernand Braudel applica un modello di sviluppo economico unitario definito "economia mondo": esso presuppone, all'interno dello spazio territoriale, un'autosufficienza sostanziale nel soddisfacimento dei bisogni e una domanda di beni e manufatti qualitativamente differenziata (esigenze diversa a seconda delle classi sociali); come conseguenza il territorio così individuato afferma la mancanza di convenienza economica nell'effettuare scambi con altre realtà. Il modello di sviluppo per l'Europa dell'Età Moderna prevede un allargamento della dimensione territoriale-economica comprendente tutto il Mediterraneo ma anche paesi dell'Africa settentrionale.


Poli urbani di sviluppo e mercati.

Sempre secondo il teorico francese, grazie all'azione trainante di alcuni centri urbani ("poli") si attua un'azione di spinta e di aggregazione di vari settori dell'economia, che s'impongono come capti di convergenza del maggior numero di risorse produttive, grazie alle condizioni di operatività. Fino alla metà del ‘400, accanto allo sviluppo tessile, vi sono i traffici commerciali; si può parlare di capitalismo commerciale, consistente "nell'interporsi del mercante tra produttore e consumatore". I mercanti sono dotati di cospicui mezzi finanziari e di credito oltre che di competenze merceologiche e tecniche, sia in campo commerciale sia in campo giuridico e contabile. Si vedono emergere due punti di riferimento per i traffici commerciali, il primo si identifica nelle città italiane del Mediterraneo specializzate nel commercio con l'Oriente (spezie, cereali); il secondo nei centri portuali del mar Baltico riuniti nell'Ansa germanica. I fattori politici contingenti contribuiscono a complicare preesistenti equilibri socio-economici. La Guerra dei Cento Anni rende difficili gli scambi attraverso le vie terrestri, permette a Bruges di affermasi come prima città portuale, ma con la caduta in disgrazia della dinastia Asburgo, succede Anversa, la quale si afferma come una delle sedi delle prime Borse merci operanti sui mercati internazionali.
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