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tanti documenti che parlano dall'emancipazione della donna fino alla sua "Libertà" (76 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastellastellastella Appunto inviato da rizla24

La liberazione della donna La liberazione della donna Una prospettiva comunista Introduzione 8 marzo 1908: le operaie della fabbrica tessile Cotton di New York, in Washington square sono in lotta da tempo per migliori condizioni di vita e di lavoro. Si combatte per una diminuzione dell'orario di lavoro a parità di salario, contro le condizioni di nocività nella fabbrica, contro il pesante carico di lavoro. Durante lo sciopero, padroni e guardiani rinchiudono le operaie dentro lo stabilimento per impedire che entrino in contatto con gli attivisti sindacali, per impedire che la lotta delle operaie della Cotton si rafforzi, si estenda anche ad altre fabbriche. All'improvviso scoppia un grosso incendio: tutta la fabbrica viene distrutta dalle fiamme, poche operaie riescono a fuggire rompendo gli sbarramenti messi in precedenza. Le altre, 129 operaie, in maggioranza giovani, rimangono uccise nell'incendio. A distanza di due anni, durante la Conferenza internazionale femminile indetta dall'Internazionale socialista a Copenaghen, su proposta della presidenza tenuta da Rosa Luxemburg viene unanimemente deciso di fissare l'8 marzo di ogni anno, in tutto il mondo, la giornata internazionale per l'emancipazione della donna lavoratrice. Questa giornata che è il simbolo dell'oppressione delle donne lavoratrici e della lotta per il riscatto è diventata nel corso degli anni una festa priva di significato in cui si spendono sorrisi e mimose. Il nostro compito qui è recuperare le migliori tradizioni di lotta rivoluzionarie delle lavoratrici e del movimento operaio per porre su basi avanzate la liberazione della donna e dell'umanità intera dagli orrori del sistema capitalista. Ecco brevemente cosa vi proponiamo nella presente rivista. Tre sono i testi principali. Il primo tenta di spiegare la posizione del marxismo sulla questione femminile, tratteggiando l'evoluzione della questione femminile in Italia a partire dall'inizio del secolo. Spesso si tace sul dibattito acceso su questo tema all'interno del partito socialista e in particolare i temi polemici sollevati dall'Ordine Nuovo di Gramsci e da Camilla Ravera. Quelle battaglie, che indubbiamente furono ispirate dai grandi avvenimenti della rivoluzione d'Ottobre, sono di estremo interesse perché mostrano il carattere autenticamente rivoluzionario della posizione dei comunisti sulla questione femminile, carattere che è stato seppellito dalla degenerazione stalinista. L'articolo procede nell'analizzare il ruolo del partito comunista italiano nel dopoguerra e nel momento in cui nuovamente esplode il femminismo in Italia negli anni '70. L'incapacità del Pci di cogliere la portata della questione femminile, il suo obiettivo conservatorismo su un tema centrale come quello del divorzio, apre un spazio importante ad un rifiorire di collettivi e gruppi di donne, prevalentemente studenteschi, ma che hanno anche una presenza operaia. È impossibile fare un'analisi dettagliata di tutti i gruppi di quel periodo, ci limitiamo Continua »

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