Donne nel 900: Trattazione del ruolo femminile dai primi del 900, durante le guerre mondiali e i due dopo guerra (5 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da ilass

INIZIO SECOLO INIZIO SECOLO All'inizio del novecento, in Italia, le prime battaglie del movimento femministe riguardavano il diritto al voto ed al mantenimento del posto di lavoro. Già nel 1906 Anna Maria Mozzoni e Maria Montessori presentarono una petizione al Parlamento per il voto femminile. Anche Anna Kuliscioff si era impegnata a favore del voto alle donne con la rivista “Critica sociale”. La presenza della donna all'interno della società italiana era più arretrata rispetto alla maggior parte dell'Europa. PRIMA GUERRA MONDIALE Molte cose cambiarono con l'arrivo della prima Guerra Mondiale. Il ruolo della donna è fondamentale: è chiamata a sostituire i soldati sia in campagna sia in città, in più è impegnata come crocerossina e ausiliaria. Così tra il 1914 e il 1918 acquisisce sempre più importanza all'interno della società. Ma non è così facile come sembra, perché, la nuova posizione della donna nella società, era vista come pericolo per il mondo maschile, così iniziarono le prime manifestazioni contro le donne lavoratrici arrivando persino ad aggredire le lavoratrici nei tram. IL PRIMO DOPOGUERRA Nel 1919 viene votata la legge Sacchi, che cancella definitivamente l'autorità maritale e afferma che le donne possono esercitare tutte le professioni e coprire buona parte degli incarichi pubblici. Ma la vicenda della conquista del voto è molto più lunga e difficile, definita da alcune esponenti “un'amara beffa” per il sesso femminile. Fin dall'inizio del secolo si era parlato in Parlamento del voto alle donne, ma gli unici favorevoli erano i socialisti. Più di una volta si è discusso per il suffragio universale femminile, arrivando a presentare leggi a favore in Parlamento, ma l'approvazione è sempre stata rimandata. Con l'arrivo del fascismo, si perse ogni speranza quando nel 1925 l'istituzione dei podestà tolse il voto amministrativo a donne e uomini. Così, fino al 1945, nessuno ebbe più la possibilità di votare. Nel 1927 furono dimezzati gli stipendi e i salari, questo fatto contribuì a far aumentare l'occupazione delle donne e alla nascita di associazioni a tutela delle lavoratrici. In altri campi, invece, non ci sono contropartite. Il codice Rocco, ribadisce la subalternità della donna all'uomo, viene riconosciuto il delitto d'onore, la potestà maritale, la patria potestà. E' punita con il carcere chi abortisce e chi prende parte alla propaganda anticoncezionale. LA CONDIZIONE DELLA DONNA NELL'ETA' FASCISTA Le donne italiane vengono messe alla prova in un confronto diretto con sollecitazioni nuove sul piano sociale, culturale e lavorativo; ed è in questo clima denso di tensioni che molte donne giovani e meno giovani si sentono incuriosite e stimolate. Si tratta di un processo di massificazione nella società che va ormai prendendo piede in un'Italia che Mussolini e la sua classe dirigente vorrebbero tenere saldamente ancorato a miti e valori tradizionali. Il fascismo è costretto a gestire un difficile rapporto che lo Continua »

vedi tutti gli appunti di storia-italiano »
Carica un appunto Home Appunti