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Analisi sintetica del periodo storico che va dal 1770 al 1830 (4 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastella Appunto inviato da alemuse

Untitled periodo storico dal 1770 al 1830 Nel XVIII secolo gli interessi dell'opinione pubblica erano estremamente vari e riguardavano tutti i campi dello scibile (tutto ciò che si può conoscere, apprendere) e tutto veniva sottoposto all'esame della "ragione", simboleggiata come un lume capace di illuminare gli aspetti lasciati al buio nei secoli precedenti. Perciò il Settecento fu chiamato il secolo dell'Illuminismo. Le capitali dell'illuminismo furono Londra e Parigi e in quest'ultima città fra il 1751 e il 1772 fu pubblicata la prima monumentale Enciclopedia sotto la direzione di Denis Diderot e Jean-Baptiste d'Alembert. L'Illuminismo aveva due anime: una riformista e una rivoluzionaria. Molti sovrani europei si entusiasmarono della prima e tentarono la via delle riforme dal 1740 al 1790. Questo “assolutismo illuminato” fu caratterizzato dal tentativo di modernizzare i rispettivi Paesi senza però mai mettere in discussione il potere assoluto della monarchia. Fu varata l'istruzione elementare obbligatoria e abolita la tortura e la pena di morte. Il periodo “ dell'assolutismo illuminato” fu anche il periodo delle guerre di successione e del colonialismo. L'Inghilterra, Francia e Spagna furono i massimi colonizzatori. La Francia aveva insediato colonie in Africa, nel Senegal, nell'India centro-meridionale e su alcune isole dell'America Centrale. L'Inghilterra possedeva la base di Gibilterra e altre lungo le coste dell'Africa, e 13 colonie nell'America settentrionale. Tra le tre potenze si combatté una spietata guerra navale che rovesciò la situazione. L'Inghilterra ottenne dai Francesi il Senegal e il Canada e, dalla Spagna, la Florida, acquistò il controllo dell'India. Alla Spagna rimanevano i possedimenti dell'America centro-meridionale tranne il Brasile portoghese, venivano gettate le basi dell'immenso impero coloniale inglese. I rapporti delle colonie americane con Londra rimasti buoni fino a che le tasse rimasero basse, si guastarono alla fine della Guerra dei Sette anni quando l'Inghilterra propose di alzarle. Essa sosteneva che i coloni contribuissero alle spese sostenute, dato che la guerra aveva anche lo scolpo di difenderli da un'eventuale conquista francese. I coloni in cambio di più tasse volevano invece il diritto di essere rappresentati nel Parlamento inglese. Vinse la linea dura: agli americani fu vietato di avere dei deputati in Parlamento e fu loro imposta una serie di tasse: la marca da bollo su tutti gli atti pubblici e persino sui giornali, il che suscitò grandi proteste della stampa; tasse sulle merci esportate e importate, aspri controlli doganali e dura lotta contro i contrabbandieri, infine impose il monopolio sul tè. La situazione precipitò. Gli Americani arruolarono un esercito di liberazione comandato da un “piantatore” del Sud, George Washington. Iniziò così la Guerra d'Indipendenza che durò dal 1775 al 1783. Il primo presidente degni stati Uniti fu George Washington. In Europa e pr Continua »

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