Il nazismo è visto da molti come la massima espressione, storicamente mai datasi, del male, di un "male assoluto" Il nazismo è visto da molti come la massima espressione, storicamente mai datasi, del male, di un "male assoluto". Non c'è dubbio che le camere a gas siano state uno dei momenti più tragici della storia umana. Perché se è vero che il comunismo ha, dal punto di vista quantitativo, un netto primato di vittime rispetto al nazismo (tra i 90 e i 220 milioni di persone ammazzate contro i 6 milioni di ebrei ammazzati nei lager nazisti, a cui vanno aggiunte anche altre vittime, dirette o indirette, del regime, in numero comunque inferiore), è anche vero che da un punto di vista qualitativo la valutazione deve essere di segno opposto. Il nazismo infatti eliminava persone la cui unica colpa era quella di essere nate in un certo modo (di sangue ebreo, o zingaro, o handicappati), mentre il comunismo uccideva persone che in qualche modo sceglievano di opporsi al regime. E, dal punto di vista della motivazione, è minore il male di eliminare chi liberamente sceglie una certa linea [1], piuttosto che chi si trova, senza averlo voluto, in una data situazione. Tuttavia va tenuto presente che, in senso vero e proprio il "male assoluto" non può, per definizione, coincidere con una persona umana, o un gruppo di persone o una realtà storica: i quali sono più o meno influenzati dal "male assoluto", ne partecipano, più o meno, senza mai però esserlo. Come diceva S.Agostino nel De civitate Dei il male (umano) affonda le sue radici nell'abisso di iniquità (il mysterium iniquitatis) che ha la sua totale e definitiva cristallizzazione negli angeli ribelli. Per questo sarebbe ipocrisia dire, come dice una canzone di Chieffo: "non è possibile essere come loro". Più realistico è dire: "non è difficile essere come loro". Anche noi, anch'io, anche tu che leggi, possiamo essere degli aguzzini crudeli. Il male non è solo in alcuni, ma in tutti. ..."e noi tutti lo possiamo fare". interpretazioni del nazismo alcune interpretazioni / estraneo alla cultura tedesca in questo senso è stata sviluppata la tesi di un nazismo come figlio della democrazia di massa, col suo potere di autonegarsi, perché priva di ogni vincolo assoluto ("il popolo può tutto: anche decidere di non voler più decidere", secondo la celebre argomentazione di Carl Schmitt) nel medesimo senso si orienta la tesi che riconduce il nazismo alla psicopatologia di Hitler Uno dei problemi interpretativi del nazismo riguarda il suo rapporto con la cultura e la storia tedesca. Le tesi sono essenzialmente due, come nello schema seguente: \ figlio della storia tedesca per il suo spirito di militaristico intruppamento, già iniziato dai re prussiani e proseguito da Bismarck; fenomeno tipicamente tedesco, essendovi nella tradizione della Germania una componente imperialistico-universalista il nostro parere Il problema della estraneità o appartenenza del nazismo alla storia e alla cultura tedesca ci sembra un problema m Continua »