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Ricerca sugli aztechi, i maya e gli inca.: Gli aztechi, i maya e gli inca. (7 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da marvy88

Untitled Il mondo degli Inca era definito, nella lingua ufficiale “que­chua”, Tahuantinsuyu o “mondo dalle quattro direzioni”. In realtà la direzione ritenuta più importante era quella est-ovest, il percorso del sole. Al momento della conquista spagnola l'impero incaico occu­pava più di un milione di chilometri quadrati: da Cuzco - nella sierra meridionale del Perù - si era allargato a nord in tutto l'Ecuador e, a sud, in Cile e nell'Argentina nordoccidentale. La storia del Perù e dell'area andina, come ce la rac­conta l'archeologia, è caratterizzata da una serie di grandi civiltà millenarie le quali raggiunsero il loro apogeo e la loro decadenza molto prima che gli Inca arrivassero ad assogget­tare l'intera regione. Questa eredità fu raccolta ed assimilata dall'impero incaico, un po' come i Romani avevano fatto in Europa. Gli Inca fecero la loro prima comparsa su un elevato altipiano, brullo e desertico, caratterizzato da una notevole escursione termica: la terra dei Quechua, “il popolo della Valle calda” che diede il nome alla loro lingua. Il fatto di non sapere quasi nulla della storia delle civiltà preincaiche è dovu­to proprio agli stessi Inca che tramite i rammentatori cancella­rono ogni traccia degli altri popoli mediante un'efficace mani­polazione della storia che doveva essere tramandata. Come nelle altre civiltà precolombiane l'agricoltura era il principale mezzo di sussistenza, anche se in un primo momento era molto sfavorita a causa dei pendii scoscesi. Tuttavia gli Inca, ricorrendo alla tecnica del terrazzamento e sviluppando un efficace sistema di irrigazione, furono capaci di provvedere alla loro sopravvivenza, integrando la loro alimentazione, principalmente costituita dalla patata, con del pesce e con la carne del porcellino d'India. Il CoMMeRcIo Il commercio era largamente praticato presso gli inca, ma non aveva l'impor­tanza che rivestiva presso i contemporanei Aztechi. In appo­siti mercati, nelle città più importanti, si effettuavano scambi e compravendite di prodotti locali. Nelle zone costiere, che era­no anche le più povere, ogni merce era ritenuta preziosa; dall'interno erano richiesti soprattutto articoli di lusso: piume colorate, coca e sostanze stimolanti provenienti dal versante amazzonico, smeraldi, giade e oro. Cosa che invece colpì particolarmente i conquistadores fu la cosiddetta Strada Reale, divisa in due arterie principali: quella andina e quella costiera. La prima, lunga 5200 chilometri, percorreva la Cordigliera dal limite settentrionale dell'impero, costituito dal Rio Ancasmayo, attraverso l'Ecuador, il Perù, la Bolivia, il Cile e l'Argentina fino a Tucuman. La strada costiera - lunga più di 4000 chilometri e larga 7 metri - partiva da Tumbes, al limite del regno incaico sul Pacifico, e proseguiva verso sud, attraverso il deserto, per tutta la lunghezza del Perù e del Cile. Nei punti più pericolosi erano stati eretti dei muri di pietra; per superare le paludi si era prowed Continua »

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