Untitled LA RESISTENZA IN GERMANIA DAL 1938 AL 1945UNA ROSA BIANCAPER UCCIDERE HITLER Le insanabili divisioni tra socialdemocratici, cristiano-sociali e conservatori, una spietata repressione e la connivenza di ampi strati della popolazione impedirono il costituirsi di un fronte antinazista all'interno del Terzo Reich. I pochi che si opposero lo fecero a prezzo della vita e con esiti infausti. Ma il loro sacrificio non fu vano. Alcuni membri della Rosa Bianca: da sinistra HansScholl, sua sorella Sophie e Christoph Probst di UMBERTO STEFANI "Quando i nazisti presero i comunisti non ho aperto bocca: non ero mica un comunista io. Quando rinchiusero i socialdemocratici sono rimasto in silenzio: non ero mica un socialdemocratico. Quando presero i cattolici non ho protestato: non ero mica un cattolico. Quando hanno preso me, non c'era più nessuno che potesse protestare". Così il pastore protestante Martin Niemöller ha rievocato, con efficacia, la tragedia della resistenza tedesca nei dodici tragici anni della dittatura hitleriana. Nelle sue parole è racchiusa sia l'essenza della lacerazione politica e ideale ereditata dalla repubblica di Weimar sia la previsione di quella che sarebbe diventata la contrapposizione tra le due Germanie dopo la seconda guerra mondiale. La categoria della Resistenza con la R maiuscola - come ci è stato insegnato in quest'ultimo mezzo secolo fin dai banchi di scuola, con tutto il suo corollario di opposizione politica, lotta armata, sabotaggi e spionaggio - se applicata alla Germania hitleriana rischia di essere fuorviante (ammessa, e non concessa, la possibilità di accomunare i movimenti resistenziali europei in modo univoco). Se in Francia, Italia, Iugoslavia, Polonia, Grecia e più in generale in tutti i paesi occupati dalla Wehrmacht la Resistenza al nazismo ha assunto contemporaneamente, ma con gradazioni e combinazioni diverse, i caratteri di guerra patriottica, guerra di classe e guerra civile, in Germania ha invece assunto nei suoi tragici esiti finali un carattere speculativo e altamente ideale. In breve, è stata un fallimento che però sul piano morale è pesato quanto un successo. Spazzata dalla repressione del regime, dai successi economici e di politica estera che avevano contribuito a cementare un forte consenso attorno al regime, l'opposizione a Hitler in Germania praticamente non può definirsi tale prima del 1938. Il forte partito comunista aveva già cessato di rappresentare un pericolo con la morte di Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg nel gennaio 1919. "I Tedeschi non assalterebbero una stazione ferroviaria senza aver prima acquistato il biglietto d'ingresso", aveva osservato malignamente Lenin dopo il fiasco della rivoluzione subito dopo la fine della prima guerra mondiale. Durante la repubblica di Weimar la frattura lacerante tra socialdemocratici al governo e comunisti fu così aspra da compromettere la possibilità di un fronte comune di forze progressiste anche di fronte all'avvento del nazismo. "La scission Continua »