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Nell'uso corrente del nostro linguaggio si distingue tra fame ed appetito. La fame è un bisogno fisiologico di cibo. L’appetito deriva dal termine appetenza, che significa buona disposizione a mangiare, dipende dallo stato d'animo e (2 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da zartom

ALIMENTAZIONE: IGIENE ALIMENTARE ALIMENTAZIONE: IGIENE   ALIMENTARE Nell'uso corrente del nostro linguaggio si distingue tra fame ed appetito. La fame è un bisogno fisiologico di cibo. L'appetito deriva dal termine appetenza, che significa buona disposizione a mangiare, dipende dallo stato d'animo e coinvolge - a differenza della fame - il piacere del mangiare. - La persona che soffre di inappetenza o di disappetenza ha perso questo piacere, siede davanti al cibo senza gioia e senza interesse. Raramente manifesta desideri particolari e non si lascia appetire nemmeno da preparazioni elaborate. L'inappetenza del bambino è spesso legata ad esperienze negative avute con certi alimenti nella prima infanzia. Tali avversioni perdurano poi anche da adulti e lo stesso vale, al contrario, per i cibi preferiti. La disappetenza in quanto avversione ai grassi può essere indice di un'affezione al fegato o alla cistifellea; la totale disappetenza per la carne si riscontra spesso nei soggetti affetti da tumore allo stomaco. - Il rifiuto del cibo è la manifestazione attiva della perdita di appetito. Esso può significare, da parte del paziente (specialmente se si tratta di un anziano ricoverato), una dichiarazione di guerra contro la vita, contro una certa situazione contingente, contro certe persone. In casi estremi può equivalere ad un desiderio inconscio di suicidio. - La fame, ovviamente, non è una malattia: infatti essa scompare con un'alimentazione corretta. Invece, una "fame da lupi" ( chiamata in medicina con vari termini quali bulimia, cinoressia, acoria, iperoressia) è spesso sintomo collaterale di determinate malattie del metabolismo, come ad esempio il diabete mellito e l'ipertiroidismo. - Particolari voglie possono inoltre comparire durante la gravidanza oppure in momenti di crisi psicologica: sono chiaramente espressione di un tipo di fame non fisiologica, che non potrà essere soddisfatto soltanto materialmente. - La sete funge normalmente da regolatore per l'ingestione di liquidi e si manifesta quando l'organismo avverte impoverimento idrico poiché è soggetto all'influenza della temperatura esterna, dell'umidità atmosferica, dell'attività lavorativa svolta e del tipo di cibo ingerito. Un maggiore bisogno di acqua si riscontra in determinate malattie che comportano delle perdite di liquidi come ad esempio febbre, diarrea, vomito. Si parla di disidratazione quando non vengono assorbite sufficienti quantità di liquidi: la pelle diventa flaccida e ruvida, le mucose sono secche, la voce si affievolisce, la lucidità mentale è turbata ed insorge l'apatia. Per quanto concerne l'assunzione di cibo, nei soggetti normali il senso dell'appetito costituisce una guida istintiva nella scelta quantitativa ed anche qualitativa degli alimenti. La regolazione è dovuta al centro dell'appetito, un centro nervoso situato in una zona del cervello detta ipotalamo, che viene stimolato attraverso complessi meccanismi metabolici. Inoltre, altri fattori come ad esempio le con Continua »

TAG: cibo, la voce
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