La “fuga dei cervelli” dall’Italia ha spesso trovato spazio nelle prime pagine dei quotidiani ed è stata ampiamente confermata da numerose analisi statistiche (vedi, ad esempio, Becker et al. 2004, European Commission 2003, Saint-Paul 2004). Tuttavia, ciò che forse dovrebbe far riflettere maggiormente non è tanto il fatto che molti italiani vadano all'estero per fare ricerca, quanto il fatto che quasi nessun ricercatore straniero sia attratto dal nostro paese. L’assenza di ricercatori stranieri nelle nostre università, è l'indicatore più esplicito dell'esistenza di qualcosa che non va nel modo in cui l'attività di ricerca scientifica si svolge in Italia. I ricercatori più promettenti, indipendentemente dalla loro nazionalità, vanno dove la remunerazione è più alta (al netto dei costi di migrazione), dove la ricerca ha maggiori finanziamenti, dove è condotta dalle persone più autorevoli e dove dà i risultati migliori, contribuendo in questo modo ad un circolo virtuoso che rende via via sempre più produttive le risorse investite nella ricerca stessa. La perdita di cervelli italiani e il mancato afflusso di cervelli stranieri significa che in Italia prevale invece il circolo vizioso opposto. Continua »