Edito nel 1603, il quarto libro di madrigali di Claudio Monteverdi (Cremona 1567-Venezia 1643) circolava in realtà già precede CLAUDIO MONTEVERDI: “Anima mia, perdona” (dal IV libro di madrigali) Edito nel 1603, il quarto libro di madrigali di Claudio Monteverdi (Cremona 1567-Venezia 1643) circolava in realtà già precedentemente negli ambienti colti come manoscritto; è generalmente associato al successivo quinto libro di madrigali per via della quasi contemporaneità (quest'ultimo fu pubblicato nel 1605 ma come l'altro circolava già da alcuni anni) e per il fatto che molti dei testi poetici musicati furono tratti da Il pastor fido di Battista Guarini (1538-1612) o dalle Rime del medesimo poeta. I dedicatarii del quarto libro sono i membri dell'Accademia degli Intrepidi di Ferrara, segno che evidentemente a quel tempo la corte di Mantova (presso la quale Monteverdi stava lavorando) aveva stretti rapporti con la corte e la città di Ferrara. Fu in seguito alla diffusione dei due libri di madrigali sopra menzionati (in entrambi i libri, madrigali a cinque voci) che il teorico rinascimentale Giovanni Maria Artusi (1540 ca-1613) mosse le sue feroci critiche verso Monteverdi, pubblicando, già nel 1600, il suo dialogo L'Artusi, ovvero le imperfettioni della musica moderna e negli anni successivi altre due opere teoriche dello stesso tipo. Il motivo di tali critiche consisteva nel fatto che Monteverdi, nel suo modo di comporre, si era preso diverse licenze che lo portavano a non rispettare quelle regole tradizionali del contrappunto riguardanti, ad esempio, il trattamento delle dissonanze, per poter ottenere nuove e migliori possibilità espressive. Fu per questo che nella prefazione al Quinto libro di madrigali Monteverdi rispose e controbatté l'Artusi preannunciando un saggio il cui titolo sarebbe stato: Seconda pratica ovvero perfettione della musica moderna, in realtà mai scritto probabilmente per incuranza o disdegno verso il suo rivale. Il madrigale che stiamo per analizzare non presenta in realtà numerosi esempi di queste licenze, ma all'occorrenza farò notare alcuni passaggi particolari. Il madrigale Anima mia, perdona è il sesto dei 19 madrigali che compongono il Quarto libro, è intimamente collegato col madrigale successivo Che se tu se' `l cor mio per il fatto che il testo di quest'ultimo è la continuazione di quello musicato nel precedente. La fonte letteraria è proprio Il pastor fido di Guarini, il più noto dramma pastorale assieme all'Aminta di Tasso (1544-1595), nonché primo e fortunatissimo esempio di dramma tragicomico. Il dramma pastorale è un importante prodotto della cultura rinascimentale che si sviluppò dall'egloga dialogata o drammatica (un dialogo fittizio fra due o più pastori), affermatasi nel corso del Quattrocento. Il dramma pastorale realizzava sulla scena l'aspirazione umanistica a una sorta di paradiso terrestre, di cui gli elementi principali erano il paesaggio campestre, la giovinezza, la bellezza e l'amore. Fra Continua »