INTRODUZIONE. TRE CORPI E UN PASSAPORTO.
Mai come oggi il corpo viene lavorato, accessoriato e apparentemente liberato da tutte quelle interdizioni morali che impedivano fino a pochi decenni fa di disporne per sé. Questo diritto di disporre del proprio corpo sempre più è oggetto di un discorso politico che ne determina o meno usi e indirizzi. Presentiamo tre immagini o tipologie riferibili ad altrettante costruzioni sociali della corporeità, il cui loro minimo comune denominatore antropologico è l'espressione corporalmente corretto con cui si vogliono definire tanto i processi di modifica e trasformazione ovvero il modo di trattare il corpo in generale come conseguenza di una scelta del soggetto su e per se stesso, quanto la modifica e la trasformazione, vale a dire il trattamento del medesimo in riferimento alle connessioni che intercorrono tra questo e altri corpi, in uno spazio delimitato da codici e norme, da posizioni di legittimità e autorità, biopolitica e biolegittimità.
Continua »