All'inizio di questo capitolo Geertz effettua una riflessione riguardante la tipologia di professione dell'antropologo e giunge alla conclusione che essa è una di quelle tra le più accademiche. In realtà, l'esistenza di un etnologo è divisa, da una parte egli deve immettersi nelle vite degli altri là dove stanno e dove vivono, dall'altra ha il compito di descriverli là dove non ci sono. Per questo è presente un'inquietudine che mette in discussione la pretesa degli antropologi di voler spiegare gli altri solo sulla base del fatto che sono stati nel loro habitat originario. A questo proposito la domanda più significativa è stata posta da Emawaysh: "Cosa succede alla realtà quando viene trasportata altrove?" A questa domanda si può cercare di rispondere partendo dal cambiamento che è avvenuto alla fine del colonialismo, che ha alterato la natura della relazione sociale tra coloro che intervistano ed osservano e coloro che vengono intervistati ed osservati. La causa di tutto ciò è probabilmente da attribuire alla perdita di fiducia nella capacità illimitata del sapere scientifico. Continua »