Untitled “Turismo e Società complesse” Alessandro Simonicca ------------------------------------ Capitolo Primo: Conflitti e interpretazione: problemi dell'antropologia del turismo nelle società complesse Le componenti Operando con ampie partizioni, possiamo distinguere quattro grandi settori costitutivi dell'antropologia del turismo: la politica economica, il mutamento culturale, l'entografia semiotica, la produzione conoscitiva dell'incontro. Il primo settore è il rapporto fra politica economica e ruolo giocato dal turismo nei processi di sviluppo locale. Il secondo riguarda le particolari modalità con cui nei siti il mutamento culturale assume tracce evidenti di visibilità con ricadute rilevanti sul sito e sui residenti da un lato, sulle esperienze dei viaggiatori dall'altro. Il terzo tratta i percorsi tramite cui il turismo diviene un movimento di cose e idee capaci di produrre flussi di immagini e di sguardi con reciproci scambi fra insiders e outsiders. Il quarto, infine, si riferisce al modo in cui nell'incontro turistico, alla stregua di quello etnografico, si creano protocolli di osservazione, credenze e conoscenze. L'oggetto L'antropologia del turismo ha per fondamentale oggetto l'incontro (encounter) che si produce nel rapporto di accoglienza fra ospite e ospitante (guest/host) entro uno specifico spazio antropico e naturale (territorio). I confini della disciplina non sono più marcatamente determinabili e non mancano infatti occasioni e momenti di sovrapposizione con altre discipline; tuttavia permane in essa il focus centrale e ben distinto del turismo quale elemento della cultura umana. Sulla natura diffusa e pervasiva del turismo non v'è bisogno di spendere molte parole; più interessante è invece ragionare sulla ricchezza e capacità conoscitiva che assume l'applicazione ad esso della prospettiva e della metodica antropologica. Tale applicazione nasce dagli impatti turistici su siti e luoghi extra-europei, paesi del terzo mondo o in via di sviluppo. In questi casi l'analisi antropologica ha fatto tutt'uno con la comprensione del mutamento indotto sulle culture locali dall'azione occidentale o più in generale dalla forma industriale e post-industriale di vita. Tra viaggio, consumo e culture ormai vi è un continuo intessersi di relazioni e di rapporti incentrati sul rapporto fra frammentazione della vita e ricerca di senso. Si pensi alla teoria di MacCannell (1976), l'unica teoria veramente generale (nel senso di generalizzante). La tesi è nota: non vi sarebbe turismo se non vi fosse alienazione urbana, metropolitana, moderna insomma; e quindi la motivazione del viaggio starebbe nel desiderio di una nuova autenticità, nella ricerca di realizzazione e pienezza di vita. In ogni caso la forbice fra autenticità/sincerità e vita urbana rimane centrale. Ampliare lo studio antropologico del turismo alle società complesse è operazione fruttuosa e la solidità della scelta non discende solo dalla convinzione sulla bontà della disci Continua »