Definiamo "nonluoghi" tutte le strutture necessarie alla circolazione accelerata delle persone e dei beni (autostrade, svincoli, aeroporti), i mezzi di trasporto, i grandi centri commerciali, i campi profughi... tutti gli spazi in cui milioni di individualità si incrociano senza entrare mai in relazione, spinti dal desiderio frenetico di consumare, di accelerare le operazioni quotidiane o considerati come porta di accesso ad un cambiamento (reale o simbolico).
Marc Augé definisce i "nonluoghi" in contrapposizione ai luoghi antropologici.
Il luogo antropologico è una costruzione simbolica e concreta dello spazio che da sola non può rendere conto delle problematiche e delle contraddizioni della vita sociale alla quale però si riferiscono tutti coloro ai quali essa assegna un posto; poiché l'antropologia è antropologia dell'antropologia degli altri il luogo antropologico è allo stesso tempo un principio di senso per coloro che lo abitano e un principio di intelligibilità per colui che lo osserva.
I luoghi antropologici possiedono tre principali caratteristiche: