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Approfondito appunto sull'arte romana. (12 pagg., formato word) ( formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da nappy

L'Arte Romana L'Arte Romana Soltanto a partire dal II secolo a.C. comincia ad esistere un'arte romana. Roma repubblicana, forte organismo politico e militare, non aspira alla conoscenza speculativa ma al pratico possesso del mondo. Nella sua fase di ascesa, che culmina con la conquista della penisola e con l'inizio dell'espansione nel Mediterraneo, non soltanto non dà all'esperienza estetica un posto nel sistema di valori della propria cultura, ma deliberatamente, ostentatamente la esclude. Soltanto l'architettura ha diritto di cittadinanza: ma soprattutto come tecnica utile ai fini del governo della cosa pubblica e, come ingegneria militare, delle operazioni belliche. La stessa religione romana, all'inizio, non oggettiva il divino in immagini sensibili; non è contemplazione ma devozione, pìetas, e i suoi atti non richiedono la solennità del tempio né l'evidenza del simulacro. Poiché non v'è una tradizione estetica, d'immagine, legata alla concezione della natura e del sacro, tutto ciò che è immagine, si tratti dell'arte etrusca o della greca, è considerato straniero e, quindi, pericoloso per la continuità dell'austera, dura tradizione del costume romano. Il cittadino romano è un soldato e un politico: l'arte, come attività manuale e servile, è indegna di lui, e non potrebbe che distrarlo dai suoi doveri civili. Questo è l'argomento delle rozze invettive di Catone. Ma l'argomento era reversibile. Se l'arte è cosa di altri popoli, e questi sono stati soggiogati, le opere d'arte portate a Roma come bottino di guerra sono altrettanti trofei di vittoria. Esposte nel fòro, sono chiare testimonianze del valore romano, documenti della patria storia. Cicerone sostiene questa tesi più civile. Si delinea così una nuova estetica: l'arte come storia per immagini, accessibile anche agli incolti, educativa. L'arte del vicino popolo etrusco si prestava a sostenere questa tesi: una pittura capace di raffigurare i fatti della vita poteva altrettanto bene raffigurare i fasti delle armate romane; una scultura capace di riprodurre l'aspetto e il carattere delle persone poteva tramandare la memoria degli uomini illustri, dei cittadini esemplari. L'arte, insomma, può diventare arte di governo, instrumentum regni. Anche un'arte rivolta alla contemplazione e alla conoscenza della realtà, e fondata su una filosofia del bello, come la greca, può servire, strumentalmente, a dare evidenza ai contenuti storici, etici, politici: non è storia, ma un modo di narrare la storia. I primi contatti diretti di Roma con la cultura figurativa ellenica risalgono al III secolo, attraverso la Magna Grecia; si fanno più frequenti nel II con la sottomissione della Grecia; nel I, con Augusto, il classicismo diventa, a Roma, l'arte ufficiale, dello st ato. Ma insieme con la corrente classicista o addirittura neo-classica, ch'è certamente la meno viva, si diffonde a Roma e in Italia la più larga, diramata, feconda corrente ellenistica; e questa si mescolerà più tardi, nel lungo declino dell'i Continua »

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