Untitled Virginia Stasi virginia@studenti.net Si intende per architettura ottoniana quella fiorita durante la sovranità degli imperatori della casa si Sassonia, da Ottone I (936) ad Enrico II (1024). Come l'architettura carolingia, anche questa si configura come una vigorosa ripresa di classicismo, pur nella rinnovata presa di contatto col mondo artistico bizantino, in armonia con la politica di unificazione dei due imperi invano perseguita col matrimonio di Ottone II con la principessa bizantina Teofano. In generale nella tecnica costruttiva ottoniana si tende ad una partizione geometrica dello spazio, alla simmetria delle masse e degli spazi, alla chiara volumetria. Alla direzionalità ovest-est della basilica paleocristiana si va sostituendo la bloccata staticità di imponenti edifici nei quali la zona sacrale ad est, dedicata al Cristo, e quella ad ovest, dedicata al santo patrono, tendono all'equivalenza, fino a giungere al tipo della basilica con due absidi e due transetti contrapposti. Per le chiese cambiano le condizioni d'uso: si diffonde la venerazione per le reliquie e il culto per i santi, che si riflettono nella moltiplicazione degli altari da sistemare; il culto risulta ormai “clericizzato” e perciò legato all'impiego costante della lingua latina, di conseguenza il ruolo dei fedeli diventa passivo; il rito registra dei cambiamenti, quale ad esempio la soppressione della processione dell'offertorio, con dirette conseguenze sul dimensionamento e sulla destinazione degli spazi interni. L'esigenza di poter disporre di uno spazio più ampio ove ospitare il clero, divenuto molto numeroso, porta ad inserire un vano rettangolare e profondo fra crociera e abside, chiamato coro. Nello stesso tempo però le grandi chiese ottoniane perdono le funzioni politico - civili loro conferite ed espresse nel Westwerk carolingio, che ora si trasforma in Westbau e Westturm, complessi turriti posti a costituire la fronte occidentale. Il passaggio chiave dal Westwerk carolingio al massiccio occidentale ottoniano è testimoniato dal S.Pantaleone di Colonia, costruito negli anni 966 - 980; qui è collocato verso occidente un corpo trasversale, quasi un transetto anteriore, che nella campata di centro si innalza su due piani a formare un'antinavata con matronei. Un edificio ben conservato è la Collegiata femminile di San Ciriaco di Gernrode, fondata nel 961: a tre navate e tre absidi, quella centrale innestata su coro quadrato, è caratterizzata ad est da un transetto continuo lievemente sporgente, ad ovest da un transetto inscritto e un Westwerk a due torri. La cripta, su possenti pilastri, ha volte lunettate. Le navate, a copertura lignea, si caratterizzano per l'alternanza dei sostegni a ritmo trocaico (pilastro - colonna) e per i matronei a sei arcate riunite a due a due da archi di scarico nella parete. Il culmine di regolarità e coerenza raggiunto dall'a.o. è nella chiesa benedettina di San Michele a Hildesheim (1010-33), organismo edilizio simmetr Continua »
Storia dell'architettura: Walter Gr... guarda il video »