Paesaggi Paesaggi Percorsi tra mito natura e storia Introduzione Paesaggio è un termine interpretato in modi molto diversi, ma nessuno di essi riesce a comprenderne il suo completo significato; paesaggio contempla esseri umani, animali, natura, cose e, soprattutto la storia: passato, presente e futuro, cioè il tempo, costituiscono e formano il luogo con mito, natura, avvenimenti, istituzioni, idee e architettura. È la cultura che lascia segni sull'ambiente di un dato territorio. In particolare l'attenzione è puntata verso una natura immaginaria, desiderata, perduta, il desiderio di una natura antica. La poesia degli antichi era natura, la nostra è sentimento perché abbiamo perduto la natura, che ha lasciato la memoria, cioè, i paesaggi, dei quali l'uomo è il demiurgo, l'artefice. Il paesaggio è l'espressione del suo popolo, dello spirito, rispecchia le culture che lo hanno generato. Oggi si è indirizzati verso una politica di tutela e valorizzazione dei paesaggi "contenitori" di fatti umani nel tempo (UNESCO). Paesaggi antichi Questo capitolo sviluppa la problematica dell'essenza dei paesaggi nella loro specificità e colta da prospettive diverse. Platone nel "Timeo": narra la formazione del Cosmo dal Caos, attraverso la potenza divina della natura, garante dell'ordine universale, armonia, in cui inserisce l'uomo 'demiurgo' (creatore di luoghi e di dei). Il tempo è stato creato a somiglianza della natura ? eterno (ha in sé passato, presente e futuro); la natura va contemplata in quanto da ciò nasce la conoscenza, l'ascolto, la presenza del divino, la genesi dello spirito ? su questo si fonda la religione greca: tempio sorge su un luogo alto, intatto, intimo. Ritter: nell'atto di contemplare la natura lo spirito si rivolge alla 'totalità' del mondo e al divino. La Physis (cosmo) è oggetto della Theoria (natura nella sua totalità); Aristotele stesso identificava i filosofi sia come 'fisiologi' (parlano della natura) sia come 'teologi' (coloro che si raccolgono intorno al divino). La natura è legata al divino, ne è partecipe, come totalità è oggetto della filosofia, perché è il divino. Novalis: nel suo trattato romantico sul teme della natura, parla di un tempo in cui gli uomini ??si davano da fare per modellare la natura al fine di renderla più nobile…In quel tempo il cuore della natura cominciò a battere insieme al nostro,… la natura era per gli uomini una sacerdotessa, un'amica consolatrice e guaritrice??. ? nasce il mito (natura trasformata in paesaggio) per comprendere ogni paesaggio. Da molto tempo, abbiamo bandito la natura primordiale dalla nostra visuale; l'uomo moderno ha perso ciò, è rimasto solo da quando la natura si è svuotata degli dei e del divino. L'immagine è stata sostituita dalla forma (perfetta in virtù di una necessità interna): Otto dice che ??l'essere che vuole dischiudersi nella forma è il divino??. La natura è considerata un essere vivente dotato di spontaneità creatrice, legato a tutti i campi della vita, la Continua »