ESTETICA DEL PAESAGGIO ESTETICA DEL PAESAGGIO Lineamenti di estetica del paesaggio Massimo Venturi Ferriolo Tra etica ed estetica Paesaggio è un termine dal significato non univoco, ma inteso in molti modi. Il senso della parola assume accezioni diverse a seconda del punto di vista che lo determina, analizza e studia. L'indagine del geografo è ben diversa dalle riflessioni dell'estetologo, del filosofo, del letterato, dell'architetto, del paesaggista, del botanico, dell'ambientalista, dell'ecologista, etc. La separazione si è via via accentuata a partire dal `700, in seguito alla specializzazione delle competenze, quando paesaggio e giardino erano interesse di intellettuali e architetti versati tra filosofia e paesaggio, fra letteratura e giardino. In quest'epoca nasce il paesaggista, artista del giardino e del paesaggio, non più come pittore, ma quali teorico dell'abbellimento della natura intorno alle abitazioni. Il paesaggio non può essere considerato semplice spazio, intendendolo come un intervento più o meno limitato sul terreno, inoltre bisogna considerare la problematica della città come elemento integrante del paesaggio nella realtà dell'uomo contemporaneo. Bernard-Henry Lévy ha messo il dito nella piaga in una sua meditazione sui parchi di Ginevra come elemento innaturale del paesaggio cosiddetto “antropico”. Essi sono estremamente curati, fino a diventare un'espressione anti-naturale del “sentimento della natura”. Scrive il filosofo francese: “Non conosco niente di meno naturale di quegli spazi `verdi' nel cuore della città”. L'ambiente è lo spazio che ci circonda, l'uomo, essere naturale, lo trasforma. Non si può ragionare con una mentalità priva di etica, che modifica la figura del giardiniere fino al punto di nominarlo “tecnico agrario specializzato”. Si sta parlando della prima professione biblica dell'uomo, nato giardiniere del recinto del Signore (Eden). Il giardino ed il paesaggio, insieme, hanno una storia che viene da lontano. Il mito è chiaro: concepito e uscito dal grembo materno l'uomo è accolto nel vasto giardino, nel mondo finalizzato alle sue esigenze, alla sua salvaguardia. Qui la vita non solo nasce, ma si svolge, si consuma, infatti nell'antica leggenda la metafora è elevata: nel giardino di Zeus fu concepito Eros lo stesso giorno in cui nacque Afrodite. Natura Il paesaggio è realtà etica, è una realtà nella quale possiamo deliberare e che possiamo trasformare; è territorio dell'azione che lo modifica continuamente. La natura, invece, è: “l'infinita connessione delle cose, l'ininterrotta nascita e distruzione delle forme, l'unità fluttuante dell'accadere, che si esprime nella continuità dell'esistenza temporale e spaziale”; “supremo creatore” e il suo essere non ha limiti e la sua immensità “si perde in ogni pensiero”; l'autonoma “vita spontanea, il sussistere delle cose per se stesse, l'esistenza secondo leggi proprie ed immutab Continua »