Untitled I Fori Imperiali Il Foro di Cesare Nel 54 a.C. Cesare diede l'incarico di acquistare il terreno per la costruzione del nuovo foro, collocato sulla sella che univa il campidoglio al Quirinale. Il Foro, insieme al Tempio di Venere Genitrice, che lo concludeva verso ovest, fu dedicato nel 46 a.C. L'opera, rimasta incompiuta, fu terminata da Ottaviano dopo la morte del dittatore. Traiano eseguì un totale rifacimento del Foro e lo inaugurò nel 113 d.C. insieme alla Colonna Traiana. La piazza fu allora ampliata verso ovest con la costruzione della basilica Argentaria. Dalla piazza antistante il Carcere Tulliano ha inizio il clivus Argentarius, cioè la strada che pasa fra il foro di Cesare e le pendici del Campidoglio. Sul lato destro del clivus Argentarius ci sono delle taberne in laterizio e un ninfeo absidato con nicchie per statue, costruzioni attribuite ai lavori di Traiano. Si accede alla piazza per mezzo di una scala di travertino. Subito a sinistra ad un piano sovrastante quello del Foro, e poggiante sopra le taberne, è una grande sala semicircolare, probabilmente una latrina pubblica, costruita in mattoni e dotata di riscaldamento come si può dedurre dal doppio pavimento su pilastrini. L'area occupata dal Foro è un rettangolo molto allungato, circondato su tre lati da un duplice portico colonnato. Al centro della piazza era la statua equestre del dittatore. Il Tempio di Venere Genitrice occupava il fondo della piazza, in posizione assiale. Si accedeva al tempio tramite due scalette lateralki incassate nell''lto podio di opera cementizia rivestito di marmo. L'dificio aveva otto colonne sulla fronte e nove sui lati lunghi, mentre il lato di fondo era cieco (periptero sine postiquo). La cella, coperta a volta, si conclude con un'abside, dove era in origine collocata la statua di Venere Genitrice, madre di Enea e mitica progenitrice della gente Giulia. Si tratta di uno dei primi templi ad abside. Ai lati del Tempio di Venere Genitrice due scalinate davano accesso ad un edificio in laterizio, la Basilica Argentaria, costituita da una doppia serie di pilastri coperti da due volte affiancate. Sull'intonaco del muro di fondo sono state scoperte numerose iscrizioni, il che ha fatto pensare che si trattasse di una scuola. Il Foro di Cesare si presentava dunque come una lunga e stretta piazza porticata, della quale il tempio, che occupava praticamente tutto il lato minore, di fronte all'ingresso, costituisce la conclusione e l'elemento unificante. E' evidente la funzione ideologica e propagandistica di questa disposizione architettonica, destinata ad esaltare la dea progenitrice della stirpe Giulia e, di riflesso, lo stesso dittatore, la cui statua equestre, al centro del Foro, si inseriva in questo asse sacralizzante. Il Foro di Augusto Il secondo, in ordine di tempo, dei Fori imperiali fu realizzato da Augusto, col denaro della preda bellica. La funzione della nuova piazza monumentale fu di dare uno sfogo alle folle che si accalcavano nei due Continua »