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Tesina realizzata per l'esame di Storia dell'architettura contemporanea con il Prof. A. De Magistris, presso il Politecnico di Milano. Il Modernisbo Catalano di Barcellona (file.doc, 11 pag) ( formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da lamu81

POLITECNICO DI MILANO POLITECNICO DI MILANO FACOLTA' DI ARCHITETTURA LEONARDO A.A. 2000-2001 CORSO DI STORIA DELL'ARCHITETTURA CONTEMPORANEA Prof. A. De Magistris Il Modernismo Catalano Barcellona Il Modernismo Catalano Alla fine del XIX sec. La cultura tradizionale entra in crisi. Lo sforzo di tenere insieme le variazioni architettoniche e di farle rientrare nella loro totalità nella cornice dello storicismo, sta per essere abbandonato, mentre si pongono i presupposti per un rinnovamento tecnico e culturale che affronterà il problema di un nuovo linguaggio proponendo “un'alternativa coerente alla soggezione degli stili storici”(Benevolo). Si tratta di un periodo di eccezionale laboriosità e sperimentazione in campo teorico e pratico; i tradizionali riferimenti stilistici vengono eliminati o attenuati dal repertorio architettonico trasformando così ripetutamente il repertorio stesso. In Spagna il fenomeno si manifesta limitatamente nell'area catalana, soprattutto a Barcellona, ed è connesso a motivazioni profondamente insite nel carattere locale, linguistico, politico, culturale:una volontà di rinnovamento di tutte le arti che prende il nome di Renaixensa Catalana, una ricerca di identità che trova nel recupero della lingua catalana il motivo coagulante di una contestazione contro il governo centrale di Madrid. Proprio per questa sua specificità, il Modernismo Catalano non si caratterizza subito (come l'Art Nouveau belga) come linguaggio internazionale, ma mantiene quella dimensione epico-popolare, legata all'artigianato e alla tradizione autoctona, in cui l'Art Nouveau svolge più che altro il ruolo di catalizzatore . in realtà non è errato dire che a Barcellona il Modernismo agisce in continuità con l'eclettismo, del quale offre una visione fortemente deformata se non “visionaria”(Muntoni). E' una vicenda in cui si riconosce non solo la classe dominante, vera artefice del fenomeno in quanto committente, ma il popolo intero (si parla di fiebre colectiva de progreso): per la Barcellona modernista il rinnovamento consiste nel ritrovare le proprie radici, e non astrattamente, ma attingendo alle fonti più profonde della propria cultura: le influenze africane, islamiche così come il gotico e il barocco, l'influenza del suo paesaggio (Montserrat) e della religione cattolica molto forte in Catalogna. Attingere all'Art Nouveau serve, agli architetti del Modernismo catalano, soprattutto a dare a queste tradizioni un tono moderno e a collegare una tradizione storicista o medievalista alle figure di punta del Modernismo Catalano: tra gli architetti del Modernismo Catalano si possono riconoscere senza dubbio tre figure di spicco: Lluis Domènech i Montaner, Josep Puig i Cadafalch, Antoni Gaudì i Cornet. Lluìs Domènech i Montaner (1850-1924) fin dal 1878 si era posto il problema di un'architettura nazionale ed inizia la sua carriera con uno studio artigianale seguendo il modello di William Morris, adottando il cosiddetto tiestos, eleme Continua »

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