L'attenzione nei confronti dei monumenti del passato matura a partire dalla fine del Settecento. All'inizio si tratta di un interesse antiquario stimolato dalle scoperte archeologiche - le collezioni dei resti dell'antichità greca e romana. È a partire dall'Ottocento, però, che questa preoccupazione per gli edifici del passato si traduce nelle prime teorizzazioni sul Restauro, riconducibili sostanzialmente a due diverse correnti:
1. Il restauro stilistico di cui principale assertore è il francese Viollet-L (1814-1879), che si basa sulla analisi filologica dei dati stilistici e costruttivi il restauro come operazione destinata a condurre l'edificio ad uno stato di perfezione che potrebbe anche non essere mai esistito. Prevalgono in questo caso i valori monitori del monumento, la sensazione che la completezza formale costituisca l'imprescindibile condizione della possibilità di trasmettere compiutamente i valori, ma soprattutto di comunicarli in modo efficace alla generalità delle persone.
2. L'opposta ipotesi, sostenuta da John Ruskin (1814-1900), considera:
- il rispetto di ogni dato del passato
- il riconoscimento del significato del tempo anche nei segni del deterioramento
- l'intangibilità dell'opera perché prodotto di altri su cui non si hanno diritti ma il dovere dell'amorevole cura.
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Storia dell'architettura: Walter Gr... guarda il video »