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Storia di un Architetto che ha segnato l'architettura moderna: vita, opere e pensiero (6 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da ntano

Mies è un architetto molto importante del '900, che si forma nel periodo critico dell'architettura, gli anni '10: vari personaggi ricercano un'identità architettonica. Esordisce dopo la grande guerra, raggiunge già alla fine degli anni '20 una certa popolarità; sarà uno degli ultimi architetti a lasciare la Germania nazista, nel 1939, ma non perchè avesse legami con quel regime.

Qualcuno ha osservato come ci sia un Mies europeo e un americano, che prosegue la "mitica" avventura partita dalle esperienze di Sullivan, già riprese da Wright: vedremo come tale supposizione sia fuori luogo. Emblematico, per capire la vita di Mies, il discorso (al solito breve) che ha pronunciato alla sua premiazione, da parte dell'associazione degli architetti inglesi, il RIBA (1959).

Apre con i ringraziamenti formali, poi introduce il discorso. A questo proposito sono significativi i suoi appunti, su dei piccoli foglietti: il primo reca i nomi di Messel (architetto della città, ha lavorato molto a Berlino a fine '800), Behrens (il suo maestro), Olbrich (curioso!), Berlage , Van de Welde .

Sostiene l'importanza di imparare dai vecchi edifici (è molto legato a Schinkel), ma l'architettura deve appartenere al suo tempo. Questo apre una serie di quesiti: qual'è il nostro tempo? La sua struttura, l'essenza? Quali forze lo sostengono, lo guidano? Da buon tedesco propone civilizazion und cultur (ecco perchè non è americano!!), ma che cosa sono? E come si relazionano? C'è un rapporto di verità, tra le due, ma che cos'è a questo punto la verità?

Per San Tommaso è la corrispondenza tra materia e spirito (adequatio reis et intellectus ) , per S. Agostino la bellezza è lo splendore del vero. In conclusione non risponde, ma consiglia LENTEZZA (slowness): l'architettura rappresenta il suo tempo, e un'era è un processo lento (il che ricorda il kunstwerde di Berlage...).

Mies ha un legame molto forte anche con un importante concetto espresso da Meister Ekkard (scomunicato nel 1329), che scrive un libro in cui ci sono vari sermoni, in cui si riconosce la mistica medievale tedesca. In particolare sosteneva la necessità di un totale distacco dalle cose, che porterebbe alla massima vicinanza a Dio, una condizione che permetterebbe di cogliere il vero: vuoto come pienezza , elemento importante in tutto il lavoro di Mies.

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