A cavallo del ‘900 si ha anche un altro importante movimento (borghese): un'eterogenea manifestazione di resistenza al nuovo, di volontà di mantenere i valori ottocenteschi, che prende il nome di art-nouveau , jugendstil , stile liberty (...) in base all'area geografica di inserimento. Si tratta di una corrente che include artisti molto diversi, unita soltanto da alcuni aspetti formali e dalla significato comune.
Un movimento che si consuma in pochi anni (1898- 1904/5), portando tuttavia una sensibilizzazione verso l'architetto, visto come demiurgo. In Belgio Victor Horta (1861-1947), nell'Hotel Tassel impiega il ferro, composto però in forma organica e in accordo con le decorazioni murali. Realizza la Maison du Peuple (1895-99), in cui inserisce anche volumi "geometrici": la facciata è composta da strutture metalliche "trattenute" da pilastroni in pietra.
L'auditorium (all'ultimo piano) è coerente: ritornano le forme metalliche ingentilite, diventano decoro (es. capriate; oppure la ringhiera, un ripetersi di un modulo). A Parigi, città meno interessata dal fenomeno, spiccano le uscite della metropolitana ( Hector Guimard , 1867 - 1942).
A Monaco si può notare un atelier fotografico in cui il ferro della ringhiera è enfatizzato quasi all'estremo, per renderlo un decoro. In questa città fu pubblicato il manifesto di Peter Bahrens , che inizia come pittore. Karl Riemerschidt realizza un disegno in cui appaiono dei fenicotteri, una sorta di studio per le sue successive realizzazioni, come alcune sedie (nasce anch'egli come pittore, poi diventa architetto).
Charles Renne Mackintosh (1868 - 1928) invece gioca tra esile e pesante, massiccio; tra i pochi edifici che realizza ricordiamo la scuola d'arte di Glasgow (pareti massicce, piene, con bow-windows esili, metalliche; la parte della biblioteca ha un'analoga conformazione, con alte bow-windows a scacchi metallici).
Progetta anche la "casa per un amatore d'arte", che pare fatta apposta per il concorso bandito da Ludwig von Esse. L'art-nouveau è un movimento molto eterogeneo, che varia anche tra città vicine, con pochi scambi di idee tra i compositori.
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