LA PITTURA NEL RINASCIMENTO LA PITTURA NEL RINASCIMENTO Nel panorama dell'arte rinascimentale, la pittura ha un ruolo fondamentale. Essa infatti fornisce alle altre arti (scultura e architettura) strumenti insostituibili quale il disegno e la prospettiva, che permettono di elaborare nuove forme e dettagliati progetti. Inoltre i pittori rinascimentali utilizzano nuovi materiali e nuove tecniche che arricchiscono le loro possibilità espressive. La tecnica a olio, inventata nei Paesi Bassi alla metà del Quattrocento, consente una maggiore efficacia naturalistica e cromatica. La tela è il nuovo supporto che sostituisce le tavole di legno; essa consente di realizzare dipinti più grandi, più leggeri e soprattutto più durevoli nel tempo. Migliora la qualità della carta per il disegno. Nuovi strumenti per disegnare, quali pastelle e la sanguigna, si affiancano a quelli tradizionali (pennello, carboncino, penna, e punta d'argento). Nella realizzazione dell'affresco il disegno non viene più eseguito direttamente sul muro, ma preparato su di un cartone a terra e poi trasferito sulla parete con la tecnica dello spolvero. Sotto il profilo espressivo, la caratteristica principale della pittura rinascimentale è la naturalezza delle raffigurazioni. La realtà viene infatti rappresentata senza deformazioni e simbologie che avevano caratterizzato il Romanico e il Gotico. Ma l'immagine artistica è pur sempre interpretazione della realtà e anche in questo periodo si possono individuare due modi di operare: Alcuni pittori, come il Beato Angelico, Botticelli, Paolo Uccello, Cranach, pur applicando la prospettiva, continuando la tradizione tardo- gotica utilizzando ancora come mezzi espressivi una linea ricca ed elegante, un colore luminoso e diafano, un effetto di luce diffusa che avvolge la realtà nel sogno. Altri pittori, come Masaccio, Piero della Francesca, Mantegna, Raffaello, Van Eyck, Michelangelo, Antonio da Messina, Veronese considerano invece il dipinto come un vero e proprio prolungamento prospettico dello spazio reale in cui sta l'osservatore. Il metodo prospettico lineare, attribuito al Brunelleschi (XV secolo), è utile per rappresentare ambienti e oggetti sul piano del disegno e restituire il più fedelmente possibile la nostra visione tridimensionale. Gli artisti rinascimentali applicarono soprattutto la veduta prospettica centrale. Tuttavia, la prospettiva non è che un sistema convenzionale, attraverso cui “leggiamo” lo spazio, perché essa corrisponde a ciò che vedrebbe un osservatore fermo e con un occhio fisso. Comunque l'applicazione della prospettiva in modo corretto è insostituibile per rappresentare tridimensionalmente progetti, architetture, oggetti nello spazio. Gli artisti, dal Rinascimento in poi, si sono serviti della prospettiva per creare situazioni spaziali che esprimessero un'idea, un sentimento di poesia, una visione interiore, non per rappresentare “fotograficamente” un ambiente. Le architetture, i personaggi, gl Continua »