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La città bella, il recupero dell'ambiente urbano di Pier Luigi Cervellati per l'esame di urbanistica 1.(relazione del libro) (3 pagine) ( formato doc)

VOTO: Appunto inviato da virginia

Untitled VIRGINIA STASI 13/12/99 virginia@studenti.net Pier Luigi Cervellati LA CITTA' BELLA IL RECUPERO DELL'AMBIENTE URBANO Il Mulino, Torino, 1991 Con questo libro Cervellati indaga sulla città, intesa nel senso “moderno” della parola, che distrugge centri storici e campagne per risolversi in una grande e desolata periferia, con il totale fallimento della disciplina urbanistica. Cervellati presenta dapprima alcuni “flash” di misfatti urbanistici che interessano varie città italiane, tutte colpite da veri e propri delitti urbanistici di fronte ai quali pare non esserci alcuna probabilità di miglioramento, dati i piani obsoleti, il disorientamento degli addetti ai lavori, il pessimo governo amministrativo. Così a Venezia abbiamo gli spazi vuoti del centro storico riempiti senza senso da nuovi edifici al fine di “esorcizzare lo spaventevole destino di diventare una città-museo” e lo spostamento del centro cittadino dall'Arsenale a Piazza S.Marco, poi alla stazione, ed ora a Mestre, con la scoraggiante prospettiva di un centro storico che diviene periferia cittadina. A Firenze è dal 1962 che non esiste un nuovo piano regolatore, si accettano nuove volumetrie e si alterano gli usi tradizionali del centro. A Napoli si vogliono abbattere i quartieri degradati, che poi sono quelli storici, per sostituirli con la nuova edilizia. Roma riassume quello che avviene nell'intera nazione ma offre anche, secondo Cervellati, scenari di speranza e di soluzioni alternative come quella di Benevolo di trasformare il centro storico in un grande parco archeologico, soluzione che personalmente non approvo. Detto questo l'autore scende nel dettaglio per fare considerazioni circa i piani per il traffico e quelli per il centro storico cittadino. Osserva i fallimenti ottenuti da inesperti architetti-urbanisti che sono stati solo capaci di “sostituire all'autobus la metropolitana, ai parcheggi i divieti […] di ribaltare i sensi unici e infittire i semafori”. I Fallimenti in tale campo sono così grandi da giungere nelle al paradosso che “più aumentano i mezzi di locomozione motorizzati e minore è la velocità degli spostamenti”. Tutti questi elaborati piani non hanno risolto il problema del traffico veicolare perché sono stati isolati dal più generale contesto della progettazione urbana e territoriale e perché dettati solo da forti interessi economici. Per interessi economici i centri storici e le ex aree industriali sono stati trasformati in centri commerciali o direzionali. La presenza del traffico motorizzato ha creato problemi molto grossi e non controllabili all'interno del centro storico, che è una struttura urbana non idonea al traffico motorizzato e all'interno delle aree industriali, strutture sottodimensionate rispetto al traffico individuale. In seguito Cervellati ci parla del restauro, citando le forti posizioni di Viollet-le-Duc e di Ruskin. Per Viollet-le-Duc restaurare significa ripristinare: Continua »

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