Untitled Virginia Stasi virginia@studenti.net La conformazione della chiesa romanica nasce dalla necessità di ampliare e sistemare diversamente l'area del presbiterio, per ricavare lo spazio necessario per il clero e per consentire lo svolgimento solenne e maestoso dei riti, delle cerimonie e delle funzioni, prima distribuite nell'interno della chiesa, ora concentrate intorno all'altare maggiore. La risposta a tale necessità si trova nella forma assunta dal coro, che diventa coro deambulatorio; esso comprende il coro propriamente detto, quadrato o rettangolare, ma chiuso al fondo da un'abside semicilindrica traforata su colonne o pilastri, ed una galleria semicircolare, sulla quale si aprono radialmente 3 o 4 cappelle semicircolari sporgenti, che li avvolge a semicerchio sboccando sul transetto. Si tratta di una risoluzione che introduce la continuità visiva, di allineamento e di percorso tra navate laterali e deambulatorio, attuando così l'interpenetrazione fra chiesa anteriore (navate) e chiesa posteriore (coro). La formazione dell'a.r. può essere assimilata alla trasformazione dalla basilica cristiana, che è edificio dotato di un sistema strutturale discontinuo e coperto a tetto, ad una fabbrica interamente coperta con volte, per la necessità di allontanare il pericolo degli incendi e per assicurare migliori effetti acustici al canto corale. Questa trasformazione porta notevoli mutamenti: pilastri in luogo di colonne, muri di grosso spessore invece di pareti sottili, luci ridotte, altezze minori, navate in penombra. Le forme architettoniche assunte dalla chiesa romanica rappresentano alcune fra le possibili versioni di adattamento dell'impianto basilicale tardoantico alle esigenze della costruzione di coperture a volta. Il caso più semplice è quello della elementare traduzione dello schema basilicale con la nave direttamente illuminata, in una struttura con volte sia sulla nave centrale che sulle navatelle laterali, come avviene nel duomo di Spira. L'innovazione avviene quando le tre navate presentano la stessa altezza e ricevono la luce soltanto dalle pareti perimetrali ("nave cieca"), come in Saint-Martin-du-Canigou, e si complica con la presenza dei matronei che origina una raddoppiata “nave cieca”, come in S.Ambrogio a Milano e come nelle chiese cosiddette di pellegrinaggio. Nella chiesa romanica le navate laterali hanno il compito di assicurare stabilità alla navata maggiore. Per ottenere questo i corpi laterali - navate minori e sovrapposti matronei - ricevono la spinta della grande volta che copre la navata centrale, e la scaricano sulle strutture retrostanti ed inferiori. Perciò ogni componente del sistema assume la funzione di agente di trasmissione del carico sovrapposto e di quello proprio, e nello stesso tempo di forza spingente, quale parte di una struttura complessa. L'ideazione e la sperimentazione del nuovo sistema di impalcato hanno assunto un rapido sviluppo nell'ultimo ventennio del X secolo. La prima chiesa dat Continua »