1 - Rivoluzione Industriale CONSEGUENZE SOCIALI E URBANISTICHE DELLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE Oltre all'Illuminismo e alle ricadute tecnologiche, prodotte dalle conquiste scientifiche, furono diverse le cause di nature sociale che portarono alla Rivoluzione Industriale, a partire dal consistente incremento demografico che in un secolo portò la popolazione europea a crescere in modo considerevole; i motivi possono trovarsi in una più adeguata alimentazione e in più corrette norme igieniche e nell'assenza di guerre particolarmente devastanti La conseguenza immediata dell'incremento demografico è l'aumento dei consumi (alimenti, abbigliamento, abitazioni ecc.) e il primo settore coinvolto risulta proprio quello agricolo, dove le novità scientifiche (aratura profonda, rotazioni colturali, concimazione corretta) arrivano a quintuplicare i redditi investiti. Ma occorrono forti investimenti, e questa opportunità rimane circoscritta ai grandi proprietari terrieri, detentori di capitali e desiderosi di affermarsi. I piccoli proprietari, gli affittuari e i mezzadri, che non possono contare su capitali da investire, vedono i propri prodotti andare sempre più fuori mercato, fino a essere definitivamente rovinati quando la liberalizzazione dei commerci aprirà i mercati europei alle importazioni coloniali: una massa crescente di persone, prima libere e autosufficienti, saranno costrette a trasformarsi in braccianti al servizio i grandi proprietari oppure a emigrare nelle colonie e più spesso nelle vicine città, alla ricerca di un qualsiasi mezzo di sostentamento. Il commercio resta comunque il principale fattore del cambiamento e non per nulla è proprio l'Inghilterra (commercialmente avanzata) che per prima apre la strada della nuova epoca. Proprio per le leggi del libero mercato, l'interscambio tende a globalizzare i commerci, e questo obiettivo sarà insistentemente perseguito migliorando e rendendo sicure le infrastrutture destinate alle comunicazioni, in particolare il trasporto ferroviario, la locomozione navale a vapore, la navigazione fluviale e l'apertura di canali navigabili con impianti portuali collegati agli scali ferroviari. Anche la viabilità ordinaria verrà ampliata e resa più efficiente di quella settecentesca (ancora romana) grazie ai bassi costi di costruzione e manutenzione del "macadam": questo sistema, messo a punto dall'ingegnere scozzese J.L. Mac Adam nella seconda metà del Settecento, consiste nel creare una massicciata in ghiaia (struttura resistente e permeabile) a granulometria decrescente verso la superficie stradale: le ruote dei carri costipano e sbriciolano il materiale lapideo, che tende così a cementarsi con l'acqua piovana e a dare stabilità e durabilità al manto stradale. In conclusione, i tempi e le difficoltà di trasporto si ridurranno sempre più e caleranno di conseguenza i costi di spedizione. Le teorie liberiste e lo spirito d'iniziativa della borghesia imprenditrice fanno sì che la produzione manifatturiera p Continua »