Nella seconda metà del quattrocento Firenze era ancora la capitale incontrastata
della cultura italiana e il e il mecenatismo dei Medici toccò il suo punto più alto alla corte di Lorenzo il Magnifico.
Ma già prima della sua morte, l'asse delle esperienze artistiche italiane più vitali cominciò a spostarsi in altri centri,sia perché le novità proposte dagli artisti fiorentini del primo Quattrocento avevano fatto scuola al di fuori di Firenze, sia per la tendenza dell'arte fiorentina a chiudersi in se stessa.
Le figure più rappresentative di questa seconda fase fiorentina furono Antonio Pollaiolo e Andrea Verrocchio. La figura più emblematica di questo periodo fu il Botticelli che a dapprima interprete delle idee neoplatoniche, alla corte di Lorenzo dei
Medici,poi con la morte di quest'ultimo e con la crisi alla condanna della cultura neoplatonica da parte del Savonarola, realizzò infine opere sempre più drammatiche.
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