I Buchi Neri I Buchi Neri Quando si forma un buco nero, tutta la sua storia passata viene dimenticata e le uniche due grandezze che lo descrivono e caratterizzano sono la sua massa e il Suo momento angolare (ossia quanto velocemente ruota).Da un punta di vista matematico vi è in realtà un terzo parametro, la carica elettrica, ma in genere si ritiene che i buchi neri siano neutri: una loro eventuale carica attrarrebbe cariche di segno opposto rendendoli rapidamente neutri.I buchi neri ruotanti condividono con quelli non ruotanti la proprietà di essere circondati da una superficie immaginaria chiamata orizzonte degli eventi che rappresenta il limite di non ritorno al di sotto del quale nessun corpo riesce a sfuggire all'attrazione gravitazionale del buco nero. Quelli ruotanti hanno un ulteriore caratteristica: all'esterno dell'orizzonte vi è una regione denominata ergosfera. La superficie immaginaria che la delimita è chiamata limite statico. Cerchiamo di capire il motivo di questi nomi. I buchi neri che si formano quando una stella muore hanno massa pari ad alcune masse solari e dimensioni (dell'orizzonte degli eventi) di una decina di chilometri. Ma gli astrofisici sono fantasiosi e sono ricorsi alla presenza di buchi neri di massa di 1-100 milioni di masse solari per spiegare la fenomenologia dei nuclei galattici attivi (quasar, galassie di Seyfert, radiogalassie, ecc.). E poi, non contenti, oltre ai suddetti medi e maxi buchi neri, hanno inventato anche i mini buchi neri, che potrebbero formarsi nelle primissime fasi di vita dell'Universo.Dunque la Natura è in grado di produrre una grande varietà di buchi neri. In realtà, questi oggetti si differenziano fra loro solo per due grandezze fisiche, la massa e la velocità di rotazione. In questo senso i buchi neri sono gli oggetti più semplici dell'Universo. Nelle stelle a neutroni la concentrazione di tanta massa in un così ridotto volume è determinata da un'intensissima forza di gravità che attrae i neutroni verso il centro della stella. Tuttavia i neutroni sono particelle molto compatte e la loro "incomprimibilità" riesce a frenare questa forza che li vorrebbe schiacciare. La materia in quanto tale, infatti, non può essere compressa oltre un certo limite e una sfera di 10 km di diametro nella quale è concentrata la massa di una stella può essere già considerato quasi un assurdo. Eminenti studiosi si sono chiesti se in effetti la forza newtoniana di attrazione non sia in grado di vincere la cosiddetta "incomprimibilità" della materia, nel caso appunto di una massa di ingenti proporzioni compressa in un piccolo volume. La risposta è stata positiva. Sembra plausibile, affermano infatti tali scienziati, che l'esplosione di una supernova molto pesante (con una massa almeno 5 volte quella del Sole), provochi la formazione non di una stella a neutroni, ma di un astro dalle caratteristiche assai particolari. In questa stella la forza di gravità raggiungerebbe livelli talmente elevati da superare tutte le Continua »